In questo romanzo si parla di una condizione di lutto, dovuta dalla tragica e improvvisa morte di una giovane moglie e mamma, Pippa, vissuta dal vedovo Alfie e dalle figlie gemelle Sylvie e Cassia. Intorno a loro ruotano ulteriori personaggi più o meno marginali come la figura a volte enigmatica della nonna materna e quella della zia di Pippa. Entrambe vivono insieme per farsi compagnia e per curarsi una dell’altra, considerando i loro rispettivi e differenti problemi a livello di salute. Spesso si reca a trovarle la sorella gemella della scomparsa, ovvero Julia, la quale dopo quanto accaduto ha deciso di mantenersi a debita distanza dall’enorme casa dove è cresciuta e dove ha vissuto insieme alla sua famiglia d’origine, Hart House. Una dimora che mostra dei lati oscuri, avendo alle spalle una storia drammatica che a sua volta si scoprirà man mano che si andrà avanti con la lettura. La stessa abitazione in cui sono andati poi ad abitare Alfie e Pippa, quando tra di loro è scoppiata un’intensa storia d’amore portandoli poi ad andare a vivere insieme e a crearsi una famiglia. A un certo punto del racconto, però, Julia si sente in dovere di ritornare lì per aiutare il cognato e le nipoti, in quanto Alfie le racconta degli avvenimenti piuttosto strani e con una parvenza di paranormale che riguardano le figlie e la casa. Difatti, dopo un po’ di tempo dalla morte della madre, le due bambine iniziano a dichiarare di vedere dapprima un uomo nella propria camera da letto, nelle ore notturne. Poi spiegano che si tratta di una sorta di amico magico che solo loro possono vedere e sentire, capace di assumere le sembianze di vari animali, incluso il serpente e l’orso. Una figura a detta di Julia “immaginaria”, inizialmente non preoccupante per lei, tenendo presente che le gemelle hanno dovuto affrontare l’enorme perdita della mamma. Ma Black Mamba, così viene definito l’amico immaginario dalle due sorelline, comincia a intervenire nelle decisioni e abitudini delle bambine in modo sempre più netto e duro, come quando ad esempio le esorta a non chiamare più Alfie “papà” e a non ritenerlo più come tale. Tra l’altro lo stesso Alfie inizia a notare dei cambiamenti talvolta inverosimili all’interno dell’abitazione, che lo mettono sempre più in allarme a tal punto da chiedere fortemente il supporto anche dal punto di vista professionale da parte della cognata. Infatti, Julia svolge la professione di psicoterapeuta, pertanto, decide di soggiornare per qualche giorno ad Hart House, accorgendosi che Alfie mostra palesemente delle difficoltà nell’organizzazione della quotidianità con le figlie, ora che sua moglie non c’è più. A un certo punto della trama il lettore inizierà lui stesso a chiedersi cosa sia effettivamente reale e cosa, invece, frutto della fantasia dei personaggi di questa storia che rivelerà pagina dopo pagina diversi eventi cupi appartenenti al passato di ciascun personaggio. Una delle frasi cosiddette promozionali del libro decantava il fatto che il lettore avrebbe avuto difficoltà ad addormentarsi, a causa di “Una storia oscura, una ninna nanna che li avrebbe tenuti svegli la notte”. Niente di tutto ciò, anzi, chi deciderà di cimentarsi nella lettura di questo romanzo durante le ore serali, non avrà alcuna difficoltà a dormire poi placidamente.
La trama di tale libro al principio si dimostra piuttosto promettente, facendo credere (erroneamente) che si tratti di un romanzo da brividi. In realtà il romanzo mostra svariati punti che non convincono il lettore, vicende che confondono sempre più chi legge, fino a giungere a un finale spiazzante che lascia chi legge con una spiacevole sensazione e con una considerevole perplessità, portando il lettore a interrogarsi sull’indecifrabilità di un romanzo che non è per niente un horror e su un finale che, appunto, lascia spazio a dubbi nonché a una notevole incomprensibilità.


