La sconosciuta del treno –  Se-ah Jang 



Se-ah Jang
La sconosciuta del treno
Giunti
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La protagonista di questa storia è Jae-young, una donna in fuga da un rapporto basato su un amore malato e un compagno violento, che giace sul pavimento della loro misera cucina in un lago di sangue. Prende il primo treno del mattino e, a un certo punto, davanti a lei si siede una giovane madre col suo bambino in braccio. La donna inizia a narrarle la sua storia, parlando di un matrimonio infelice e di esser rimasta da sola col figlio di 3 mesi. Ecco perché si trova su quel treno, per raggiungere la famiglia benestante del marito che da molto tempo non ha più contatti coi familiari, così da fargli conoscere il bambino e per chiedergli aiuto. Ma quando Jae-Young fa ritorno dalla toilette, sul sedile di fronte ritrova soltanto il neonato. La sconosciuta si è dileguata lasciandole un biglietto in cui le chiede di portare il figlio dal nonno. 

La protagonista del romanzo, dopo i primi attimi di disorientamento e di panico, decide di accontentarla pensando di fare soltanto una piccola deviazione. Quando però giunge a destinazione, si rende conto che si tratta di una famiglia ricchissima che abita in una villa spettacolare con un enorme giardino. Un inaspettato equivoco, però, da quel momento in poi le cambierà totalmente la vita. Difatti, tutti pensano che sia lei la madre del loro unico nipotino, accogliendola calorosamente all’interno della maestosa dimora. A quel punto Jae-young decide di non rivelare la sua vera identità, per sfuggire da un passato doloroso e complicato e dalla paura di aver ucciso il suo uomo, seppur per legittima difesa. In quell’abitazione signorile si sente al sicuro, per non parlare del fatto che la sua falsa identità le permette di poter migliorare enormemente la sua vita, nonché le sue condizioni economiche. In qualità di “nuora” del presidente ossia il nonno del bambino, inizierà ad assaporare tutti i benefici correlati alle persone abbienti, instaurando un rapporto di amicizia e cordialità con il “cognato” Soo-hyun, il secondo figlio dell’anziano patriarca avuto al di fuori del matrimonio con un’altra donna e accolto in casa da piccolo, dopo la tragica morte della madre. Jae-young inizia così ad abituarsi a quella nuova vita fatta di shopping di lusso, di governanti e servitù che ti permettono di non alzare un dito, passando le giornate a chiacchierare amabilmente col giovane cognato, guidando un’automobile di lusso e ricevendo spiazzanti regali da parte del “suocero”. 

Una seconda possibilità, un’esistenza felice e dorata che lei intende prendersi a piene mani, al posto di quella donna conosciuta sul treno che ha deciso di rinunciare a tutto ciò. Ma nulla è come appare e, col passare dei giorni, Jae-young percepisca che delle verità terrificanti fluttuano nei corridoi della villa come una corrente d’aria gelida: non visibile agli occhi, ma capace di far letteralmente accapponare la pelle. Un thriller psicologico pazzesco, estremamente originale e in grado di cancellare qualunque confine tra colpa e innocenza, ricco di colpi di scena fino all’ultima pagina. Uno spietato gioco mentale tra i vari personaggi, con i ruoli che vanno man mano a invertirsi fino a confondersi. Un viaggio claustrofobico nella mente umana, che esplora egregiamente il momento esatto in cui una vittima si trasforma in carnefice. Un romanzo disturbante e allo stesso tempo magnetico, che coinvolgerà il lettore dall’inizio alla fine. Un libro imperdibile, seppur sconsigliato a chi è molto ansioso, considerando che fa dell’oppressione psicologica il suo punto di forza. L’autrice ha saputo creare un romanzo magistrale, riuscendo a guidare le percezioni del lettore per poi intrappolarle in un’atmosfera talmente opprimente da far mancare quasi il respiro. 

Teresa Zevola

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