Ruggine e diamanti è il romanzo conclusivo della serie di Anne Holt con protagonista Hanne Wilmelsen, la ex- poliziotta in carrozzina. Il libro è ambientato nella casa di vacanze di Hanne, una casetta in riva a un fiordo. Ci sono amici che vanno e che vengono, oltre alla sua compagna e alla figlia.
Ma Hanne si annoia mortalmente da quando il commissario capo Odin Gammelgard le ha imposto un periodo di riposo, dopo l’ultimo caso risolto insieme due anni prima. E’ interessante vedere il rapporto fra Hanne e la sua compagna, che si incrina perché quest’ultima è sempre presa dalla cucina per i numerosi ospiti che passano dalla villa. Sono tutti amici di Hanne, in effetti, ma lei non solo non è riconoscente per tutte le cure che le dedica la compagna, ma tenta di isolarsi durante i pranzi e le cene che vengono organizzati.
Succede però che viene ritrovata morta in una vasca usata come abbeveratoio per le mucche una donna, che risponde al nome di Anette Schonn, nelle vicinanze della casa di vacanze di Hanne. Questa si sente subito ringalluzzita dalla novità e si mette in contatto con Odin, che le proibisce categoricamente di intrufolarsi nell’inchiesta. Hanne, ovviamente, non ha alcuna intenzione di sottoporsi all’ordine del suo ex-capo.
Il caso vuole che la sua vicina di casa sia Kristine Hoff, una scrittrice molto famosa, a cui viene comunicato quasi subito della morte di Anette Schonn perché quest’ultima lavorava come revisora sui suoi libri.
Hanne quindi decide di fare amicizia con lei, un po’ per annoiarsi di meno, un po’ per poter ficcare il naso nell’inchiesta. In effetti viene a scoprire che Kristine Hoff era stata vittima di un caso di bullismo fra scrittori parecchi anni prima, ma questo sembra non aver inficiato la sua capacità di scrittura.
Sono effettivamente ben descritti questi ritrovi goderecci dove si mangiano specialità e si bevono buoni vini, di fronte al fiordo. Verrebbe voglia di passarci almeno una settimana di vacanza, con o senza Hanne!
Nel frattempo la trama si infittisce e vengono ritenuti dapprima implicati Cathrine ed Eyind Schon, i figli di Barbara, sorella di Anette. In particolare, Cathrine brucia un testamento che la priverebbe dell’eredità della zia.
Hanne comincia a meditare sulla figura di Anette Schonn, e si convince che la donna fosse in preda a una demenza senile. Ma questo non aiuta a scoprire chi potrebbe averla uccisa. E’ notevole vedere la capacità di analisi di Hanne, che si basa anche su un solo piccolo dettaglio.
Infine il commissario capo Odin dirige la sua indagine su Trond Fladjordet, anch’egli scrittore sebbene in disarmo da anni. Con lui era nata la disputa letteraria con Kristine Hoff, ma lui ora si sente pronto a ritornare al successo con una nuova grande opera storica.
Ma inutile dire che sarà Hanne a risolvere il caso con un colpo di scena inimmaginabile. C’è poi un’ultima scena da brividi, che lascio però agli affezionati lettori di Anne Holt e della sua Hanne, da scoprire.


