Capannone industriale con morto – Luisa Martucci



Luisa Martucci
Capannone industriale con morto
Neos
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Un giallo metropolitano a sfondo sociale il nuovo romanzo di Luisa Martucci, autrice torinese, che proprio nella città della Mole e nel suo hinterland ambienta “Capannone industriale con morto”, con protagonista il commissario Daniele Peyrani, poliziotto dai modi da gentleman piemontes,e già comparso nei precedenti romanzi dell’autrice.

Questa volta il commissario Peyrani, col pieno appoggio del vicequestore Tartamella, si ritroverà a indagare nelle immediate periferie di Torino. In particolare tra fabbriche dismesse e capannoni industriali abbandonati a se stessi, luoghi un tempo rigurgitanti di attività lavorative e produttive, ma oggi preda di erbacce, con gli ambienti corrosi ruggine. Una sorta di terra di nessuno dove un misterioso “giustiziere”, che racchiude in sé i tratti di un omicida seriale, continua a seminare il terrore e a lasciare dei morti.

È qui dunque, nella desolazione delle periferie urbane dove i titolari delle fabbriche hanno chiuso i battenti preferendo delocalizzare la propria produzione in Paesi i cui costi di produzione sono più bassi e generano un guadagno più cospicuo, è qui, in questi luoghi diventati deserti produttivi, che si ritrovano a indagare Peyrani e Tartamella quando a Collegno viene ritrovato il primo di una serie di morti ammazzati. 

Che si tratti di un assassinio non ha alcun dubbio nessuno dei presenti, a cominciare dal medico legale, Dario Monelli. Il cadavere in parte putrefatto, è stato ritrovato in mutante, le braccia distese e le gambe divaricate, come l’uomo vitruviano di Leonardo, e uno squarcio sul collo così profondo che l’omicida sembrava quasi volesse recidergli la testa. Accanto al cadavere, là dove il sangue s’era raggrumato, un foglietto con delle lettere ritagliate dalle pagine dei giornali dove è stato scritto: CI HAI LASCIATI IN MUTANDE. 

Nonostante la celere identificazione del cadavere, grazie alle protesi odontoiatriche, gli investigatori all’inizio faticheranno a trovare un valido appiglio e un movente, ma nei giorni successivi presso i capannoni dismessi dell’ex stabilimento Fiat Mirafiori, viene ritrovata una nuova vittima, anch’essa nella posizione dell’uomo vitruviano e con accanto la stessa scritta composta con ritagli di giornali: CI HAI LASCIATI IN MUTANDE.

A questo punto sembra chiaro che tra le due vittime debba esserci un legame e ben presto anche gli stessi Peyrani e Tartamella coglieranno altri elementi in comune che fanno temere una vendetta punitiva. Un misterioso assassino sembra voler prendere di mira la delocalizzazione industriale. 

Che dietro la mano omicida che lascerà altri cadaveri dietro di sé e provocherà il panico nella pubblica opinione si celi dunque qualcuno che pagato in proprio il prezzo di tali scelte delocalizzanti?  È risaputo difatti che la perdita  di posti di lavoro è il durissimo prezzo pagato alla globalizzazione dalla gente comune sempre più impoverita dal trasferimento verso altre nazioni di ciò che rende vivo e prospero un paese e le famiglie che lo popolano. 

Una vendetta simbolica, dunque? Un messaggio provocatorio? Una denuncia sociale? 

L’autrice scava, analizza, esplora, e ci consegna un giallo attuale che sembra letto sui fatti di cronaca giornalistica.

Roberto Mistretta

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