Il sottotitolo-un giorno che si ripete-un omicidio che non cambia-ci immette sin da subito nel vivo del romanzo. Amie Teller, la protagonista, è intrappolata in un loop temporale da due anni. Due anni da incubo in cui rivive, giorno dopo giorno, la stessa scena. Due uomini immersi in una discussione sul baseball, davanti all’Eons Café, la sua caffetteria preferita; Jess il barista che fa cadere un drink dal bancone; la mancanza di bagel ai mirtilli, i dolci con cui ama iniziare la giornata; l’incontro con le stesse persone, gli stessi dettagli che non cambiano mai, giorno dopo giorno; i piatti non lavati che tornano magicamente puliti il …17 settembre successivo…
Improvvisamente…un giorno si sveglia ed è il 18 settembre. Molta è l’incredulità e grande la fatica per riuscire a riprendere possesso della sua vita e, soprattutto la sua relazione con Ziya, la ragazza di cui è ancora innamorata, nonostante una dolorosa rottura. Ma…il 17 settembre è stato anche il giorno in cui le due ragazze avrebbero dovuto vedersi per il loro «appuntamento da amiche», formula che nasconde speranze o, forse, apre a interessanti novità. In realtà, il primo appuntamento da amiche è stato un incubo … ripetuto innumerevoli altre volte. Desiderio principale di Amie è stato, quindi, quello di replicare l’incontro evitando gli errori fatti le precedenti volte, cercando di non rovesciarsi il vino addosso o di dire: «sono ancora innamorata di te.»
A questo punto, possiamo capire che la ripetitività del loop nasconde forse altro: una dolorosa incapacità a lasciarsi vivere oltre schemi ripetuti, per crearsi una sicurezza che manca? La paura di affrontare novità? L’impossibilità di vedersi per quello che si è e per quello che si vale? Proseguendo nella lettura troveremo forse delle risposte.
La vita prende il sopravvento e Amie, quando finalmente può ritornare in possesso di un tempo lineare e ricominciare finalmente a vivere a partire dal 18 di settembre, scopre che nel giorno ripetuto infinite altre volte è stato commesso un assassinio: Savannah Harlow, proprietaria della libreria accanto all’Eons Caffè, probabilmente è stata assassinata.
Ora, Savannah non era proprio la persona più simpatica del quartiere: al bar, si lamentava sempre del servizio lento, aveva l’abitudine di far rifare le bevande ai baristi, di rimproverare Jess fino a provocare la caduta del drink per terra… scene che Amie ha visto ripetersi centinaia di volte. Ma oltre a ciò, Savannah era anche la sua vicina di casa: abitava con il marito Andrew al piano di sopra ed era famosa perché litigava con tutti, si offendeva per qualsiasi cosa e rubava i pacchi.
Però: chi meglio di Amie può leggere i dettagli e gli indizi visti ripetersi centinaia di volte, in quel tragico loop che l’ha tenuta prigioniera? È forse questa l’occasione per superare le proprie paure? Amie sa che deve intervenire ma tornare ad una vita che non si ripete, dove non si ha la certezza degli infiniti atti replicati infinite volte, è più difficile del previsto.
Accanto a lei, in questa lotta contro un tempo che non fornisce facili certezze, troviamo David, il vicino di casa bizzarro che costruisce bizzarre macchine di Rube Goldberg, l’unico a conoscenza del loop temporale di Amie, e Ziya, determinata a rimanere nella sua vita. Insieme, forse, possono trovare la soluzione e scoprire il mistero della morte di Savannah. E trovare soluzioni che diano nuovo impulso a un’esistenza destinata a ripetersi, ben oltre il loop temporale, su binari già segnati, cercando quello che veramente Amie desidera per la sua vita.
Il romanzo vince la scommessa di riuscire a fondere insieme diversi spunti e generi, giungendo a un risultato che non delude.


