Mani sbagliate – Mark Billingham



Mark Billingham
Mani sbagliate
Fazi
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Mani sbagliate, edito da Fazi Editore, strappa al lettore un’esperienza caratterizzata alternativamente da risate e pugni allo stomaco: con la consueta vena di sarcasmo, Declan Miller è tornato.

Blackpool, con il suo volto da località turistica britannica e le sue zone d’ombra, fa da sfondo a una doppia indagine che vede protagonista il detective Declan Miller, personaggio irresistibile per intuito, sarcasmo e metodologie investigative decisamente poco convenzionali. Al suo fianco c’è la collega Xiu, appassionata di Heavy Metal e di fugaci avventure sentimentali, con la quale Miller forma una coppia investigativa tanto improbabile quanto efficace.  Tutto comincia con il ritrovamento di una valigetta dal contenuto tutt’altro che rassicurante: due mani mozzate e alcuni anelli di valore. Un caso apparentemente assurdo, che trascina Miller e Xiu dentro una rete di criminalità, interessi e regolamenti di conti che coinvolge da vicino la malavita locale. Passo dopo passo, tra intuizioni geniali, metodi senza dubbio fuori dalle procedure e un rapporto con i criminali del posto che definire etico sarebbe decisamente azzardato, i due riescono ad avvicinarsi alla soluzione. E, nel farlo, finiscono anche per dare una bella ripulita all’ambiente criminale di Blackpool.

Ma l’indagine sulle mani mozzate è soltanto una parte della storia. Miller continua infatti a occuparsi anche dell’omicidio della moglie Alex, una ferita ancora aperta che lo accompagna quotidianamente. Il detective conversa con il fantasma della donna, instaurando un dialogo surreale e malinconico che aggiunge alla vicenda una dimensione emotiva particolare. È proprio attraverso questo rapporto impossibile che emergono le fragilità di un uomo apparentemente sempre padrone della situazione ma che in realtà si trascina stancamente nella sua quotidianità.

Billingham costruisce così un noir nel quale il marciume dell’ambiente criminale viene continuamente bilanciato da una vena di ironia e da dialoghi esilaranti. Il sarcasmo di Miller diventa una sorta di antidoto alla violenza e alla corruzione che lo circondano, senza però nasconderne la complessità. E proprio la soluzione dei casi porta in primo piano una delle riflessioni più interessanti del romanzo: nella società contemporanea non esistono più due squadre nettamente contrapposte, quella dei buoni e quella dei cattivi. Esistono piuttosto giocatori che indossano divise diverse, spesso infiltrati gli uni nel campo degli altri, pronti a cambiare ruolo e schieramento quando necessario.

Daniele Bonetti

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