Troppi assassini per una cena – Giulia Gambazzi



Giulia Gambazzi
Troppi assassini per una cena
Newton Compton
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Demetra De Novellis è una famosa giallista che vive in una lussuosa villa dell’entroterra ligure. Ricevere un invito a cena da lei è un fatto curioso e lusinghiero o almeno così pensano tutti gli invitati: Brunlide e Rachele due anziane signore in pensione, Viviana e Diego una coppia bella e ricca, due giovani bulgari, Davit e Madlena, e infine Emilia una youtuber famosa che ha una rubrica che si interessa di crimini. Ad accoglierli troveranno Agnese, l’assistente della scrittrice, e Alessandro un cameriere alle prime armi. All’entrata in scena di Demetra scopriranno i dettagli della serata: una cena con delitto in piena regola. Ciascuno interpreterà un ruolo, avverranno degli omicidi e si dovrà scoprire colpevole e movente. Dalla finzione alla realtà però il passo è breve e la prima vera vittima sarà proprio Demetra. Chi l’ha uccisa e perché? La risposta è in una frase sibillina della scrittrice: tutti gli invitati sono degli assassini, tranne due…

Il romanzo si snoda sulla scia di arcinoti gialli classici come “Dieci piccoli indiani” o del famoso e ironico film “Invito a cena con delitto”.

Molti si sono cimentati nella costruzione di una scena del crimine in un luogo isolato, in piena tormenta e con la luce che va e viene e dove si trova forzatamente un gruppo di persone che non si conoscono e non sanno perché sono state lì radunate. La sequenza di omicidi innesca un clima di vicendevoli sospetti e di timore da parte di ciascuno di essere la prossima vittima.

Anche il finale è tipico del genere. In ogni giallo classico che si rispetti, l’investigatore di turno scopre il filo che unisce i delitti e le ragioni dell’assassino e intrattiene tutti i superstiti spiegando passo passo come è arrivato a capire chi è il colpevole e il perché del suo agire.

Il compito dell’investigatore è assegnato a Emilia, la youtuber che si occupa di true crime. Sarà lei a intrufolarsi nelle stanze degli invitati e della padrona di casa per trovare indizi utili che le permettano di ricostruire le vite e le storie personali di ciascuno.

Così verremo a sapere le tortuose vicende che hanno reso quasi tutti degli assassini e conosceremo gli intenti diabolici di Demetra nell’orchestrare la cena. Quello che non aveva previsto la scrittrice però è che sarebbe stata lei stessa la prima vittima di uno dei perfidi invitati.

Come in molti gialli classici la psicologia dei personaggi è solo abbozzata perché quel che conta è il percorso che porta a risolvere il caso e non la costruzione di un carattere umanamente credibile e ben strutturato. Il dato fondamentale non è quello psicologico ma quello investigativo volto a ripercorrere l’operato del colpevole rivisto con gli occhi e la mente arguta del detective di turno.

Con il suo stile semplice e leggero il libro è adatto a una lettura rapida da fine estate.

Cristina Bruno

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