“Delitti e cannoli” è una raccolta di venti racconti gialli, con ventuno scrittori, tutti ambientati in Sicilia.
La prima cosa che salta agli occhi è che tutti gli autori della raccolta devono avere un legame stretto con l’isola, perché anche i non siciliani descrivono le varie località con grande amore. Oltre al legame c’è anche la conoscenza delle usanze e della popolazione siciliana, che viene descritta con minuzia di particolari, nonostante la lunghezza dei racconti.
Qua e là si sente il riverbero di Sciascia e Camilleri, quando non vengono direttamente citati, eppure lo stile di ciascun autore è ben diverso da quello degli altri.
Quindi una bella raccolta, piacevole, con gialli ben congegnati, che consente al lettore di fare una bella vacanza in poltrona viaggiando tra le varie località siciliane, più o meno conosciute.
Volendo scegliere alcuni fra i racconti che mi hanno più colpito (o rapito, data l’atmosfera siciliana) partirei da “Il giorno dei morti” di Emanuela Eleonora Battaglia, con una giovanissima e simpatica detective, a nome Dalia.
Poi mi è piaciuto molto “Granita al limone”, ambientato a Barcellona Pozzo di Gotto, dove si indaga attorno alla morte di Pino ‘u granitaru,
Va detto che anche dove ci sono personaggi o frasi in dialetto siciliano, gli autori hanno fatto sì che siano pienamente comprensibili anche da una “nordica” come la sottoscritta.
Poi vorrei ricordare “L’albero del Paradiso” che si svolge attorno alla morte misteriosa di un seminarista, racconto di Simona Godano.
In seguito “Il pronubo di Pantalica” di Roberto Mistretta (che ha curato la collana di racconti, una garanzia!), e lascio ai lettori di scoprire che cosa o chi sia il pronubo.
Infine, forse il mio preferito “L’importanza di essere Hemingway”, che è un giallo drammatico ma non scevro di note umoristiche, ambientato sulla bellissima Pantelleria, scritto da Marco Scarlatti.


