Il romanzo deriva il titolo da un articolo del settimanale «La Notte» firmato dal Direttore. Per l’occasione, il Capo ha elaborato un pezzo poetico: «Asa Ba aveva scelto il numero 3, come Nìlton Santos, Giacinto Facchetti e Paolo Maldini. Il numero della classe in velocità, sul filo della linea laterale. Il numero della palla strappata all’avversario, e subito portata avanti. Quel ragazzo era antico e moderno, era fossile e astronave.»
Francesco Vanni ci porta nel cuore delle squadre di calcio di paesi, piccoli o grandi, dell’hinterland milanese, e dei giovani calciatori, delle loro speranze, aspirazioni, desideri di gloria e di ingaggi significativi, di contratti in grado di far fare il grande salto. Asa Ba, senegalese talentuoso e generoso, è uno di questi. Amico di Canelo, con lui condivide esperienze e speranze, giocando nel Veniano Calcio 1946; come lui, vive in un piccolo paese della provincia di Como: Bulgarograsso, 3958 abitanti e poco altro di cui essere fieri.
Un incidente tronca le sue speranze: un’automobile lo investe mentre sta uscendo dal campeggio dove la sua ragazza vive in una roulotte. E dove sempre lei, Martina Doll, non solo abita ma lavora. Infatti, Martina è conosciuta da quanti frequentano siti on line, soprattutto OnlyFans; la sua roulotte, in realtà, è la famosa Doll House nella quale gira i suoi filmati hot. «Insomma, » commenta Raffaele Cinà, detto Scimmia, l’ispettore che indaga sull’incidente «casa e bottega!» Era proprio lì che Asa Ba filmava le sue performance erotiche con Martina, che- chissà come, chissà perché e chissà inviate da chi- sono finite in rete e nelle chat di amici e nemici. Causandogli guai a non finire.
A indagare, oltre a Scimmia, è Steno Molteni, cronista di nera del settimanale «La Notte», suo amico da sempre. Intorno a loro, personaggi di primo, secondo piano, sfondo, comprimari…che coinvolgono il lettore, rendendolo partecipe e aiutandolo a calarsi nel vivo della vicenda.
Di Martina Doll abbiamo in parte già parlato ma non si è detto che il suo nome, in realtà, è Martina Schiavo, «veneta, forse friulana, ex universitaria che per mantenersi ha iniziato a lavorare in un locale da addii al celibato vicino a Garlasco.» Poi il salto verso i filmati hot on line. Probabilmente non amava Asa Ba, ma lui sì…la considerava la sua ragazza.
Asa Ba è senegalese, un fuori classe che è già stato adocchiato dal Como, squadra nella quale sta, forse meglio dire stava, per fare il «grande salto.» Viveva con una zia a Bulgarograsso ed era amico di Canelo che in realtà non si chiamerebbe così ma «con quella zazzera arancione in testa, ricorda il pugile messicano.» Oltre a giocare anche lui piuttosto bene, Canelo ha la rara capacità di riconoscere le automobili, marca, appartenenza, modello, al solo udire il rombo del motore. Vive con la madre, infermiera, forse meglio dire OSS, presso l’ospedale di Como. Come tutti i genitori, anche lei spera in una grande futuro per il proprio figlio.
Di Steno Molteni si è già detto che è amico di Scimmia. Bisogna ora aggiungere che vive presso l’Albergo Villa Garibaldi di Milano, il cui concierge, il signor Barzini, è il miglior amico e compagno di scuola del padre di Steno stesso. Proprio per questo, ha trovato per il giovane Molteni, quando si è trasferito a Milano, una formula abitativa, che accontenta tutti, lui e la direzione. Steno ha da poco interrotto una relazione con Sabine Castoldi, ragazza di origine eritree adottata dalla nascita da una coppia di medici milanesi. «Pelle scura e schiena da nuotatrice. Ex fotografa di moda, è passata in pianta stabile a scattare immagini di cronaca nera per il settimanale La Notte, presso cui lavora anche Steno»
Isabela Bassol, occhi verde, catalana, affascinante, caschetto biondo da pubblicità, sorriso perfetto, tubino nero… è la procuratrice di Asa Ba. Vive al Bulgari Hotel, non distante dall’albergo Villa Garibaldi ed è inevitabile che la sua strada si incroci con quella di Steno. E non solo la strada.
Liborio Smriglio, vecchio arnese del giornalismo, non usa cellulare, si sposta sul lago su di una barca di vetroresina che si è costruito da solo, gira per strada con un triciclo a pedali… privo di patente che gli è stata ritirata, ha il privilegio di aver raccolto l’ultima intervista/confessione di Asa Ba. E di diventare quindi un tassello fondamentale per l’indagine di Scimmia e Steno.
Insomma: ci sono tutti gli elementi per un’inchiesta mozzafiato, che spariglia le carte, che fa incursioni nel mondo oscuro del web, tra profili falsi che rimandano a un misterioso Furetto, immagini manipolate e ricostruite, notizie fallaci, razzismo, invidie, desiderio di rivalsa, gelosie, polizze sulla vita …che mettono a repentaglio l’esistenza di chi è sopravvissuto o sta indagando sulla morte di Asa Ba che forse forse non è stata causata da un puro e semplice incidente.
La lettura scorre, incalza e coinvolge fino al finale, che scioglie dubbi e pregiudizi. Da leggere tutto d’un fiato.


