Libri per ragazzi: Il mistero di Kaspar Hauser -Davide Morosinotto


Davide Morosinotto
Il mistero di Kaspar Hauser
Mondadori   

Il 26 maggio 1828 un giovane comparve all’improvviso in una piazza di Norimberga, era in grado di ripetere solo un nome e alcune parole in dialetto bavarese, affermò in seguito di essere cresciuto in totale isolamento in una cella buia dall’età di un anno per circa altri sedici senza mai vedere in volto il suo carceriere. Gentile, bambinesco e volenteroso, anche se spesso bugiardo, fu adottato e benvoluto dalla cittadinanza. Per le misteriose origini e la diffusa notorietà fu chiamato “il fanciullo d’Europa”. 

Ospitato da un professore e poi da altri benefattori, Kaspar imparò a leggere, scrivere, fare semplici operazioni matematiche, strimpellare il piano; aveva una memoria prodigiosa, ma anche dei piccoli tic: amava i cavalli e il colore rosso e non gli piacevano i contatti fisici e le ragazze. Le affermazioni di Kaspar Hauser e la sua morte nel 1833 in circostanze poco chiare – una pugnalata al petto, forse autoinflitta – generarono un acceso dibattito: da alcuni fu ritenuto vittima degli intrighi dinastici per l’eredità dei granduchi di Baden, da altri un truffatore.

Il caso chiaramente non rientra tra quelli dei bambini selvaggi, cresciuti dagli animali, dei quali l’espressione letteraria più alta è Mowgli, protagonista di Il libro della giungla di Kipling, adottato dai lupi e protetto dall’orso Baloo e dalla pantera Bagheera. Tarzan delle scimmie di Burroughs diede origine a una serie di film di successo. Per non parlare del mito di Romolo e Remo allevati da una lupa.  

Davide Morosinotto sulla trama di una vicenda vera, ma confusa e incerta, ricostruisce una verità almeno letteraria, mescolando realtà storica e finzione narrativa in modo che sia impossibile distinguerle. Sono autentici la maggior parte dei personaggi, ma non gli altri protagonisti: il dottor Grimaldi chiamato per risolvere il mistero e soprattutto scoprire chi minaccia di morte il giovane, la sedicenne figlia Greta sua assistente, l’assassina rea confessa ma in verità innocente, il vero assassino. Da qui parte l’autore, del cui racconto si dirà solo il possibile.

Mentre Grimaldi studia i giornali degli ultimi mesi e le mappe della regione, succedono fatti strani e inquietanti. Qualcuno perquisisce la stanza di Kaspar, che successivamente viene aggredito in casa con un bastone da un uomo con una maschera nera e guanti gialli. L’aggressore torna un’altra volta con un coltello, ma viene scoperto e nella fuga lascia un brandello strappato del mantello nero con un bottone dorato. Poco dopo il suo corpo viene trovato vicino al porto con un coltello nello stomaco e una profonda ferita alla gola.

Greta ha un’illuminazione, tutti i segnali e gli indizi vanno al loro posto, davanti ai suoi occhi compare la soluzione. Poiché nessuno avrebbe potuto credere che fosse stata una ragazzina a trovare la chiave del mistero, il padre riunisce in un salotto tutti i personaggi, protagonisti primari e secondari, tranne Kaspar, e in una scena “alla Agatha Christie” scioglie tutti gli enigmi. Proprio tutti? Quattro anni dopo al funerale di Kaspar ad Anspach Greta dipana gli ultimi i fili della tela. Ma la domanda di fondo rimane senza risposta. Chi è Kaspar Hauser?
Da 11 anni

        

Fernando Rotondo  

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