Tutti cercano l’assassino-lei indaga la vittima
Molti gli elementi di forza di questo bel romanzo di Carmen Garofalo. Primo tra tutti, il punto di vista, nuovo, inedito, forse in alcuni passaggi addirittura “straniante”. Poi la freschezza dei personaggi, che non seguono cliché tradizionali ma portano una ventata di freschezza. Infine, un intreccio che tiene desta l’attenzione del lettore e che, malgrado qualche incongruenza, attiva e coinvolge l’attenzione di chi legge.
Gloria Farina, la vittimologa, è un’insegnante supplente super precaria in una classe terminale di un liceo delle scienze umane. Tra un caso clinico di Freud e un altro, forse per fare “melina” e distrarla dalle interrogazioni, gli studenti la spingono a parlare di sé e di quella che sarebbe la sua professione del cuore …se non dovesse insegnare per sopravvivere.
Quale la sua specialità? « Mettere al centro la vittima, studiarla nelle sue caratteristiche biologiche, psicologiche, sociali e culturali, individuare le sue relazioni con il criminale, se esistono, e il ruolo che la vittima stessa può aver assunto nella genesi del crimine.» Tutti questi elementi sembrano perfettamente adeguati all’ultimo caso che tiene alto l’interesse dei suoi studenti. Anzi: gli ultimi due casi, perché si tratta della morte, all’apparenza causata da overdose, di una diciannovenne, ritrovata a San Casciano, cui si lega quella, per incidente provocato da guida pericolosa, della madre che si stava recando da lei.
La prima è Elena Vannini: diciannove anni compiuti proprio il giorno della morte, avvenuta come si è detto, per overdose. Figlia di un noto professore, primario dell’ospedale del Poggetto, era stata ricoverata in una comunità per adolescenti dal 2019 al 2021, pulita da almeno ventiquattro mesi-così almeno asseriva il padre. La seconda è Anna Fante, moglie del professore e medico a sua volta. Uscita fuori strada per la troppa velocità: Una tragedia nella tragedia che ben presto, però, mostra di non essere poi così casuale.
Ed è qui che la vita di Gloria sembra poter svoltare, cambiare direzione, trovare un’opportunità per applicare le sue conoscenze e offrirsi come vittimologa, in supporto a chi indaga sulle due morti. O meglio: in supporto all’avvocato Federico Nardi, padre di Claudio della quinta C, nonché uno degli alunni preferiti, e maggiormente interessati alla sua disciplina. Il professor Vannini, padre di Elena, sembra non credere all’ipotesi della morte per overdose della figlia e vuole che si indaghi su questo. E per questo Federico Nardi propone a Gloria una collaborazione che porterà a esiti interessanti, imprevedibili ma anche a pericolosi sforamenti di campo.
Il ritmo della storia a questo punto prende il volo, allargandosi ad altri soggetti che ci aiutano non solo a procedere nelle indagini, ma a capire meglio la vita, i dolori, le paure …le manie di Gloria stessa. In primo luogo, facciamo la conoscenza di Enrico, dottor Enrico Bosco, docente di Psicologia, esperto di criminologia, vittimologo, psicoterapeuta e, in questo caso, supervisore di Gloria nella gestione del caso. Affascinante e sfuggente, conosce le potenzialità e limiti che Gloria spesso si rifiuta di vedere; in secondo luogo Tommaso Volpi, praticante nello studio dell’avvocato Nardi, relegato in un «ufficio», meglio dire una tana di sei, forse cinque metri quadri, con scala appoggiata al muro, una piantana senza lampadina distesa per terra, tende bianche arrotolate accanto a quella che doveva essere una scrivania e invece sembra più piccola di un banco di scuola; quindi l’agente Flavia Gardini che, a differenza del collega Fabio, si mostra collaborativa con Gloria, anche nei momenti più difficili, quando la realtà sembra darle torto o lei stessa si muove in maniera pericolosamente ambigua.
Accanto a loro le presenze familiari di Gloria: Giulio, il fratello con cui vive, o meglio, nell’appartamento del quale vive; Micol, la fidanzata; la madre, presenza-assenza ingombrante, con la quale Gloria sembra non voler fare i conti e di cui evita i periodici inviti a cena, con annessa partecipazione di Michele, il compagno mai “digerito”.
Insomma: ci sono tutti gli elementi per una lettura piacevole e coinvolgente, capace di rinfrescare i lettori in questa estate infuocata: legami famigliari, passioni mai dimenticate, desideri di rivalsa e di affermazione personale e professionale e …intrighi insospettabili.


