Chi, come la sottoscritta, ha letto e apprezzato “Come una lacrima” di Fabio Delle Donne, non aspettava altro che poter finalmente avere tra le mani il prequel, “Nei tuoi occhi” (Golem Edizioni). Mentre nel primo romanzo abbiamo avuto modo di conoscere il detective Micheal Esposito già maturo e provato dalla vita, qui l’autore ci dà la possibilità di approfondire meglio il personaggio, raccontandone gli esordi.
Siamo a Moon Island, località in cui, sessant’anni prima di questa storia, tre ragazzi si tolsero la vita buttandosi da un precipizio. Da quel giorno quel luogo sarà tristemente conosciuto come l’Isola dei suicidi. Michael Esposito ha diciotto anni e si trova lì per una vacanza che gli cambierà la vita: conoscerà Catherine e, insieme a lei, si ritroverà ad affrontare il primo caso della sua carriera, anche se ancora non ne ha coscienza, ossia la sparizione in circostanze poco chiare di Olesya, un’amica della ragazza.
Dieci anni dopo, il nuovo millennio è ormai alle porte. L’agente di Polizia Michael Esposito è teso. Si trova fuori dal penitenziario James Lawrenson in attesa dell’ispettore Zimmerman. Non gli sembra ancora vero di essere stato scelto come suo assistente. Il caso è complicato: il detenuto Isaac Knox è accusato di aver fatto sparire sei bambini, ma di loro non vi è traccia e l’uomo non apre bocca al riguardo.
Fabio Delle Donne sviluppa quindi l’intreccio del romanzo su due piani temporali attraverso l’esposizione a capitoli alternati, una tecnica vincente perché ogni capitolo rimane in sospeso e la curiosità del lettore non si spegne mai. Oltre al ritmo narrativo costante, l’autore ci offre un racconto dinamico che presenta la componente del thriller, conferendo però anche ampio spazio alla parte emotiva della storia. In questo libro si sente molto la presenza del dolore, della sofferenza, della rinascita, si percepisce davvero il cuore di un autore che non ha paura di mostrarsi in tutta la sua genuinità.
La caratterizzazione dei personaggi è senza dubbio una parte essenziale del romanzo. Incontriamo un giovane e confuso Michael Esposito, pieno di incertezze sul suo futuro che, imbattendosi in Catherine, trova una direzione e cresce. Ciò che è interessante è poterlo vedere nello specchio di come è diventato dieci anni dopo, legato profondamente al passato e appesantito dalle sofferenze patite. La stessa Catherine è un tassello indispensabile nella storia ed è in pratica l’antitesi di Michael. Una ragazza brillante, vivace, coraggiosa, sensibile e piena di iniziativa che riesce a trascinarlo e, perché no, a dargli una svegliata. La sua figura è fondamentale e dona al racconto la dimensione sentimentale fortemente voluta dall’autore.
Qui conosceremo meglio anche un personaggio di cui, nel romanzo precedente, avevamo solo sentito parlare: l’ispettore Andrew Zimmerman. Un uomo “con una perenne espressione iraconda stampata sul volto aspro, sormontato da una calotta cranica lucida e poco armonica”, dai modi bruschi e sbrigativi con cui, al primo impatto, Michael fa fatica a rapportarsi. Sembra quasi che l’ispettore lo voglia tenere lontano, sembra considerarlo un pivello, ma pian piano, senza darlo a vedere, inizia a dargli retta. Anche in questo caso entrerà in scena una forte componente che darà un taglio emotivo al loro rapporto.
Fabio Delle Donne ci porta a riflettere sulla tematica del dolore e della perdita, ponendo il lettore davanti alla realtà di una persona che si è trasformata e ha mutato il corso della sua vita e dei rapporti con gli altri a causa della sofferenza, una persona che, grazie alla memoria di ciò che è stato, trova la forza per continuare quanto meno a sopravvivere. Durante la lettura si sente molto forte anche la carica dell’amore: l’intenso evolversi della storia tra Micheal e Catherine contribuisce in modo significativo alla profondità emotiva del romanzo.
Nel complesso “Nei tuoi occhi” è un thriller che merita attenzione, scritto con un ritmo incalzante e uno stile di scrittura agile e, allo stesso tempo, ricco di dettagli, in cui l’intreccio è molto credibile e che lascia stupiti nel finale. Le indagini camminano di pari passo con un’attenta costruzione dei personaggi insieme ad una dettagliata analisi psicologica. La storia riesce così a catturare il lettore, sia sotto l’aspetto del mistero da svelare, sia riguardo al percorso dei protagonisti e a ciò che lasciano emotivamente una volta conclusa la lettura. Quindi, per chi ancora non ha avuto modo di entrare nella vita e nelle vicissitudini di Micheal Esposito, si consiglia di rimediare al più presto, anche perché il capitolo finale è ancora da scrivere…
“Un intero attimo di beatitudine. È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?”


