Cose di famiglia – Sara B. Elfgren



Sara B. Elfgren
Cose di famiglia
Marsilio
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Sara B. Elfgren, scrittrice svedese famosa anche nell’ambito della letteratura per ragazzi, in Cose di famiglia si cimenta in un thriller ad alta densità psicologica. Il romanzo racconta la storia del rapporto tra Mirjam e Lavinia, che tutti chiamano Nia, sorelle per parte di padre, che si trovano in quella che un tempo è stata la casa di famiglia su un’isola, per festeggiare i quarant’anni di Nia. In ambito sentimentale le due donne hanno in comune non pochi fallimenti amorosi: Mirjam è appena stata lasciata dal compagno Juan, con il quale ha avuto una lunga storia durata dieci anni; Nia, invece, dopo uomini irrisolti e molto problematici, ha sposato Konrad, un giovane ricco e di buona famiglia, che sotto la coltre della brillantezza e del successo nasconde un’indole crudele e manipolatoria. Nella manciata di ore che le due sorellastre trascorreranno sull’isola, in compagnia di un’altra coppia e di una vecchia compagna di studi, si verificheranno improvvisi colpi di scena, rivelazioni e illuminazioni che muteranno in modo definitivo il rapporto tra Nia e Mirjam.

Il romanzo della Elfgren appare nella prima metà come un’opera bergmaniana, che mette in scena due personaggi femminili dalle identità fragili, gravati dal peso di genitori disfunzionali, che condividono una sorellanza profonda e inaspettata, un rapporto fatto di momenti in apparenza comuni e banali ma rivelatori delle reciproche inquietudini e sensibilità. Ognuna delle due pare riconoscersi nelle ferite dell’altra, ognuna delle due vorrebbe salvare l’altra nella convinzione di salvare così anche se stessa. La seconda parte conduce il lettore nell’atmosfera quasi allucinatoria del soggiorno sull’isola, dove si affaccia il personaggio di Konrad, così simile ai tanti, troppi, manipolatori che hanno distrutto la vita delle loro compagne. La ricchezza, e quindi l’impunità, l’ipocrisia, il consenso codardo di chi circonda la coppia, che intuisce ma non vuole vedere, portano la situazione a una tragica svolta, in un crescendo di minacce psicologiche e poi concrete. Il ‘gioco’ dei personaggi è funzionale alla costruzione del dramma, nel trio dei protagonisti si inseriscono personaggi come Knut, cugino di Konrad, Amanda, l’amica del liceo, Emelie, un esempio sintomatico di donna che, per ingraziarsi l’uomo di cui è innamorata, diventa cieca e nemica di colei con cui dovrebbe invece solidarizzare. E colpisce l’antitesi tra Juan, l’uomo gentile e affidabile, che però alla fine sceglie in piena libertà un’altra, e Konrad, possessivo e violento, che non potrebbe vivere senza la sua vittima Nia.

La violenza della natura, che condurrà all’apice della tragedia, sarà anche una catarsi finale per i personaggi rimasti. 

Donatella Brusati

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