Uno Ryōsaku, Onda Ikuo e Matsubara Michitarō sono tre bambini di cinque anni e con l’incoscienza tipica della loro età si divertono a giocare con i fiammiferi, ma un pomeriggio cambierà per sempre la loro vita. Mentre stanno giocando a casa di Michitarō, all’improvviso scoppia un incendio nel quale morirà il padre proprio di Michitarō. Quell’episodio segna inevitabilmente la loro vita e i loro ricordi sbiaditi e confusi li mantengono nel dubbio di essere stati loro la causa del disastro. Dopo ventisei anni li ritroviamo adulti Ryōsaku è diventato un poliziotto, Ikuo un vigile del fuoco e Michitarō lavora nell’azienda di famiglia. Il destino vuole che le loro vite si intreccino di nuovo grazie alla comparsa di un misterioso piromane che appicca incendi nelle notti di Tokyo. Tutti e tre si sentono in qualche misura coinvolti e le indagini li porteranno a scoprire una inquietante verità.
Il romanzo si snoda attraverso i ricordi dei tre protagonisti che si presentano via via sempre più nitidi e li condurranno lentamente a ricostruire quanto era davvero accaduto quando erano bambini e a capire come questo sia in relazione con il loro presente. Come in ogni bravo giallo la soluzione non è scontata e diversi saranno gli attori in gioco, alcuni insospettabili.
Il testo lavora non tanto sui fatti quanto sulla psicologia dei personaggi. Il loro modo di ripensare il passato, di rivedere le scene a cui hanno assistito e la capacità di capirle con la maturità e l’esperienza di un adulto rende la narrazione una continua sfida per il lettore. Tutti e tre offrono il loro contributo e si alternano nel gioco del sospettato e dell’investigatore. Anche quando sembra chiaro che uno dei tre sia il vero responsabile, all’improvviso le carte si ribalteranno aprendo nuovi scenari che coinvolgono altri personaggi che sembravano destinati a rimanere dietro le quinte e a svolgere ruoli secondari.
Chi sono davvero i tre protagonisti e chi è la bella infermiera Chieko? La domanda resta aperta sino al tragico epilogo pronto a sorprendere ogni aspettativa.
Sullo sfondo un Giappone con i suoi riti e usanze tanto diversi da quelli occidentali e che assicurano un ineludibile fascino al testo. E non può infine mancare una riflessione sulla tragedia della Seconda guerra mondiale che rende sbiaditi eventi che pure hanno segnato la Storia del Giappone:
“Quel grande incendio scoppiato nel periodo Edo è stato senza dubbio spaventoso, ma è poca cosa in confronto ai raid aerei durante la Seconda guerra mondiale» replicò con aria di sufficienza, quasi compiaciuto, l’uomo che l’accompagnava. «A Tokyo in ogni attacco morivano diverse migliaia di persone. Le bombe incendiarie cadevano dal cielo come pioggia. Se si dovesse erigere un piccolo Buddha per ogni morto, l’effetto sarebbe ben diverso da questo.”


