Jean Christophe Grangè firma un viaggio indietro nel tempo con “L’oscurità su Parigi” edito in Italia da Garzanti: Francia, estate 1982, Parigi stretta da una morsa di caldo e alle prese con le prime morti per Aids di diversi omosessuali. Una malattia, che in quel periodo di fase iniziale, veniva definita il cancro dei gay: non si conoscevano le cause, si ignoravano i sistemi di trasmissione e nemmeno sarebbe stato possibile ipotizzarne tempi e modi di sviluppo. L’unica certezza, l’epilogo finale.
In questo contesto lavora Daniel Segùr, medico specializzato in malattie sessualmente trasmissibili e punto di riferimento per la comunità gay parigina. Una persona di grande cuore, disponibile ad ogni ora del giorno e della notte e sempre pronto a cercare di alleviare la sofferenza dei suoi pazienti: uno di questi, il giovane Federico, trovato morto fatto a pazzi nel proprio appartamento. Un assassinio che ha di poco preceduto la morte per Aids del giovane, una vera e propria star nella comunità gay dove per mantenersi passava, a pagamento, da un amante all’altro.
Il delitto viene assegnato a Patrick Swift, eccentrico ispettore della Polizia Criminale di Parigi: insieme a Segùr coinvolgono l’amica di Federico Heidi Becker in una lunga immersione nella comunità omosessuale parigina tra nottate in locali equivoci, interrogatori fuori dall’ordinario e incursioni in feste con invitati insospettabili che mai Swift avrebbe pensato di frequentare. Una Parigi totalmente diversa da quella patinata e pettinata ad uso e consumo dei turisti che accende i riflettori sull’omosessualità nei primi anni Ottanta, fatto di silenzi e omertà di giorno ma di urla e feste di notte. Prima di dare un nome all’assassino di Federico Swift e Segùr dovranno fare i conti con altre morti, altri pericoli e incredibili peripezie cercando di rimanere sempre in equilibrio tra la loro missione e le necessarie deroghe che richiede un’indagine di questo genere.
Grangè non fa sconti: “L’oscurità su Parigi” è come un film che racconta una parte degli anni Ottanta molto più reale di quanto si potrebbe pensare. Un noir che lascia il lettore con l’impressione che la partita tra Swift e il killer degli omosessuali potrebbe non essere finita all’ultima pagina del libro.


