Nuove angolature di Rocco Schiavone. Ne “I tramezzini di Rocco Schiavone” Antonio Manzini regala uno spaccato per certi versi inedito del suo protagonista: una serie di racconti dedicati ad una particolare tipologia di tramezzino che per Schiavone rappresenta un qualcosa da trattare con tutte le cautele del caso per non rovinarne la storia ma soprattutto il gusto. Del resto, se da un lato un tramezzino fatto seguendo le giuste tradizioni è uno dei comfort food per eccellenza, il vicequestore più famoso d’Italia è anche in questo caso una lettura che non delude.
Manzini nel suo ultimo lavoro gioca a ping pong con il suo personaggio: affonda nel passato di una Roma degli anni Ottanta per riemergere come niente fosse ad Aosta, terra di conquista vera e propria della saga concedendosi una puntata a Panarea ma anche una fuga letteraria sulla montagne aquilane riuscendo a marcare maggiormente qualche contorno dello Schiavone giovane che nei precedenti romanzi ne era uscito inevitabilmente intuibile ma comunque sfumato.
La comfort zone per chi legge è comunque garantita e incarnata in quegli ingredienti che hanno reso ineguagliabile il personaggio e le sue indagini che anche in questi racconti, anche se non in tutit, non mancano: pagina dopo pagina non manca Furio, c’è Brizio, ma anche Sandra, Marina, Baldi, Fumagalli, la sua squadra, la signora Schiavone e tutta quella umanità romana che rappresenta il dna del personaggio con il suo senso della giustizia tutta da comprendere se non proprio da condividere. Manzini in questo lavoro regala ai lettori un nuovo punto di vista sul suo personaggio: si addentra nella sua giovinezza ma cerca anche di rimanere ancorato al presente come a voler spiegare cosa ha portato Schiavone ad essere quello è.
Una serie di racconti che non sono assolutamente un fratello minore dei romanzi ma un’opera che conferisce ulteriore tridimensionalità a Schiavone.
Non sarà difficile per il lettore non perdere la bussola pagina dopo pagine anche se periodi e contesti sono spesso diametralmente opposti: la romanità garantita da Brizio e Furio sarà la stella polare che condurrà Schiavone anche a L’Aquila ed Aosta: del resto è anche e soprattutto la centratura di ogni personaggio della saga ad aver reso straordinaria la saga edita da Sellerio.


