Sacro fuoco –  Emmanuel Venet



Emmanuel Venet
Sacro fuoco
Prehistorica Editore
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Le vicende di questo romanzo polar si svolgono a partire dal 15 aprile 2010, quando va a fuoco la cattedrale di Pontorgueil in Francia.

I primi personaggi che incontriamo sono il vescovo Philippe Lardent (notate il cognome) e la sua amante Marie-Ange Lamastre. Essi vedono le fiamme dell’incendio dalla televisione di una camera d’albergo, che ospita le loro regolari “riunioni” il giovedì. 

Da qui Emmanuel Venet ci fa conoscere i precedenti della coppia. Il vescovo, quando era ancora parroco di Pontorgueil, aveva sposato la bella Marie-Ange con Guillaume Mourron e ne aveva anche battezzato i tre figli: Grégoire, Garance e Gérard. Marie-Ange aveva poi scelto padre Lardent come confessore e lui si era piano piano innamorato di lei. Marie-Ange si lamentava della freddezza sessuale del marito, e confessava di essere innamorata di un uomo che non poteva ricambiarla. Con grande maestria l’autore ci fa scoprire che Guillaume è poco incline a soddisfare la moglie, mentre è assai libertino con gli appartenenti al suo stesso sesso.

In breve questo porta Marie-Ange fra le braccia di padre Lardent, mentre il marito richiede il divorzio perché vuole indietro la sua libertà.

Questi non sono che due dei tanti personaggi che Emmanuel Venet crea, in una girandola di ironia, che tocca spesso il sarcasmo, nel dipingere gli abitanti di un piccolo paese dove tutti si conoscono.

Ovviamente la trama è una specie di investigazione dove si cerca il colpevole dell’incendio alla cattedrale, ma l’autore ci fa anche conoscere i personaggi più importanti del paese, a partire da Maurice Boulon, sindaco per 4 mandati fino a Bernard Peyraton che vince la gara d’appalto per la prevenzione degli incendi nella cattedrale.

Gli indiziati sono anche troppi: da Blaise Muki, un immigrato arrabbiato contro la burocrazia francese che gli impedisce di ottenere la cittadinanza a Gérard Mourron, affetto da epilessia, che si veste gotico, si fa le canne e beve troppo.

La motivazione di Gérard sarebbe che ha scoperto la tresca fra la madre e il vescovo, ma non si ricorda se si è sognato di aver dato fuoco alla cattedrale o se l’ha fatto per davvero.

La caratteristica più divertente del libro è proprio l’approccio che ha l’autore con gli innumerevoli personaggi, dei quali racconta le virtù e soprattutto i vizi. Il mio personaggio preferito è lo psichiatra William Leblanc che sposa la psicologa Melanie Martin e inizia a seguire le teorie di Wang Tsen sullo jing e lo jang. Costui giocherà un ruolo importante nella vita di Marie-Ange, ma non voglio svelarvi troppo per lasciare a voi il gusto della scoperta.

In conclusione un polar atipico, in cui forse il mestiere principale di Emmanuel Venet, che è uno psichiatra, lo ha aiutato a creare dei personaggi talmente inverosimili da risultare veritieri e tutto il romanzo è un rincorrere le malefatte di tale e di talaltro, sperando di scoprire il colpevole dell’incendio alla cattedrale.

Raffaella Bianchi

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