I morti non mi sono mai piaciuti – Giuseppe Fusari



Giuseppe Fusari
I morti non mi sono mai piaciuti
‎ Neri Pozza
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In I morti non mi sono mai piaciuti Giuseppe Fusari, vincitore del Premio Neri Pozza, mescola con estrema competenza temi a lui decisamente cari, l’arte, – è professore universitario alla Cattolica di Brescia – e la narrazione.

Ma Giuseppe Fusari non è solo questo: è un sacerdote, è un influencer con decine di migliaia di follower e una spiccata passione per la palestra e i tatuaggi.

La sua professione di accademico, ma anche la sua veste spirituale e religiosa, sono i primi elementi che colpiscono nel romanzo unitamente a una particolare struttura stilistica fatta di frasi molto brevi, che catturano l’attenzione e creano un ritmo serrato.

Il commissario Alessandri si trova di fronte al corpo di Riccardo Mazza, stimato esperto d’arte e curatore di mostre, incontrato poco prima durante un’inaugurazione: un dettaglio che rende la morte ancora più coinvolgente e personale.

Ma non solo: è l’intero mondo dell’arte che ritorna ad Alessandri, facendolo andare indietro di venti anni, al suicidio del padre, anch’egli noto esperto.

A rendere il caso ancora più oscuro è la rivelazione del medico legale: sul corpo di Mazza, tranne che sulle mani e sul capo, compare ovunque la parola “falso”, incisa centinaia di volte, come un’ossessione.

I morti non mi sono mai piaciuti è un romanzo estremamente colto; chi è appassionato di Storia dell’arte troverà riferimenti interessanti, chi non lo è potrà magari avvicinarsi e questo sicuramente grazie anche all’impeccabile capacità comunicativa dell’autore.

Come ogni romanzo giallo che ha come sostrato dinamiche psicologiche, l’indagine non è mai solo l’indagine poliziesca in senso stretto: può sembrare un’ovvietà, ma coniugare l’aspetto investigativo e il carotaggio, la metafora clinica che allude agli strati più profondi della psiche, in questo caso del commissario, non è così semplice.

Mi sento di dire che, benché non sia un’appassionata d’arte, men che meno esperta, la scrittura e la storia mi hanno colpita stimolando curiosità, per quanto  mi riguarda, nei confronti dell’esperienza personale del protagonista,  grazie anche all’espediente stilistico accennato sopra.

Posso trovare un difetto? Qualche volta ho dovuto ritornare indietro e rileggere, perché non ho subito compreso  il riferimento temporale corretto: nel mio caso, tuttavia, ha mantenuto vivo l’interesse!

Marinella Giuni

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