L’inglese di Tiziano – Patrizia Debicke van der Noot



Patrizia Debicke van der Noot
L’inglese di Tiziano
Ali Ribelli
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Dicembre 1545. L’Europa è attraversata da tensioni religiose e politiche sempre più forti: mentre si apre il Concilio di Trento, le corti si muovono tra sospetti, rivalità e giochi di potere. In questo contesto si inserisce L’inglese di Tiziano di Patrizia Debicke, un romanzo storico ricco e coinvolgente, capace di intrecciare vicende personali e grandi eventi con grande efficacia e maestria.

La storia prende avvio da una dimensione  intima e drammatica, quella di William Cyssel, giovane studioso inglese segnato da una perdita dolorosa che cambierà radicalmente il suo destino. Il suo percorso, da uomo di studio a figura sempre più coinvolta negli equilibri politici della corte di Enrico VIII, giunto già alla sesta moglie e segnato da un fragilissimo equilibrio mentale.

Al centro del romanzo c’è però Lord Francis Templeton, personaggio affascinante e sfuggente. Ufficialmente il suo viaggio in Italia ha uno scopo artistico: farsi ritrarre da Tiziano, diventando così il celebre “Ritratto di giovane inglese” ( conservato al Louvre). In realtà, dietro questa motivazione si nasconde una missione molto più complessa e pericolosa. Venezia è la prima tappa di un percorso pieno di intrighi, complotti e incontri decisivi.

Nella suggestiva cornice del Carnevale veneziano, tra maschere, feste e ricevimenti a Palazzo Ducale, Templeton si trova coinvolto in una rete di eventi che lo conducono fino a Roma. Qui, tra le tensioni del tempo e lo scenario drammatico dell’alluvione del Tevere, emergono finalmente i veri obiettivi del suo viaggio, mentre nuovi pericoli si profilano all’orizzonte.

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la costruzione dei personaggi. Templeton e il cardinale Alessandro Farnese risultano particolarmente vivi e credibili, così come le figure secondarie, mai banali. Il loro agire è guidato da senso del dovere, ambizione e, a volte, legami personali che rendono tutto più complesso in uno scenario complicato e fragile, segnato da forti tensioni religiose e politiche, da false alleanze e trame subdole.

Anche l’ambientazione è curata con attenzione: dall’Inghilterra segnata dalle inquietudini di Enrico VIII alla Venezia luminosa e ambigua, fino alla Roma attraversata da tensioni, ambiguità e pericoli.  Il tutto è sostenuto da una solida base storica, che si integra bene con la componente narrativa.

Il ritmo è sostenuto: colpi di scena, intrighi e momenti di tensione tengono viva la curiosità. Il romanzo riesce a mantenere un buon equilibrio tra azione e ricostruzione storica, senza appesantire la lettura.

Dal racconto emergono chiaramente la passione, la profonda conoscenza e l’accuratezza che permeano ogni singola riga del romanzo, impreziosito anche da precise e sfiziose descrizioni delle dimore e dei cibi per un libro che ha il pregio di poter essere letto sia come un romanzo storico che come una spy story.

Cristina Aicardi

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