Di chi è la colpa di un incidente stradale mortale, se la guida di un veicolo è assistita da un sistema automatizzato di I.A.?
Questa è la domanda alla quale la storia dovrà dare una risposta.
La famiglia Cassidy-Show a bordo di un minivan, con alla guida il figlio diciassettenne Charlie, sta raggiungendo il college, dove il ragazzo ha vinto una borsa di studio.
Sulla strada del Delaware, mentre tutti sono concentrati sui propri dispositivi, Charlie richiamato dall’urlo della sorella maggiore Alice, afferta istintivamente il volante dell’auto, sterzando per evitare una macchina che ha invaso la corsia, ma non ci riesce.
Noah suo padre, solo dopo l’impatto rialza gli occhi dal suo laptop, e Lorelei Shaw, sua madre, un genio nel mondo delle tecnologie e dell’I.A., anche lei assorbita dal suo lavoro, rimane profondamente colpita dal fallimento del navigatore automatico. L’impatto causa una commozione cerebrale ad Alice, e una gamba rotta a Izzy, la sorella minore. Ma la cosa più grave è la sorte degli anziani signori che guidavano l’automobile. Morti sul colpo.
E come la teoria, secondo cui un battito d’ali di farfalla, può generare delle reazioni a catena, quella distrazione alla guida causerà una grossissima crisi familiare.
Un thriller, definito “familiare”,indaga le relazioni dei Cassidy-Show, mettendoli a confronto sullo sfondo di questa realtà senz’anima, ma che in qualche modo fa cresciare il loro sistema-famiglia, evidenziando le loro debolezze.
Genitori impreparati ad affrontare le frustrazioni dei figli adolescenti, dinamiche di coppia fino ad allora a prova di bomba vengono dissestate, tanto da mettere in dubbio tutta la vita vissuta fin lì. La debolezza di ognuno emerge in questo momento di grossa instabilità. Tutti i personaggi celano un segreto.
L’entrata in scena della Intelligenza Artificiale diventa, improvvisamente, il sesto incomodo nella vita del nucleo familiare. Tutti si sentono in qualche modo colpevoli, ma al tempo stesso deresponsabilizzati dall’I.A per ciò che è accaduto.
Ognuno di loro attraversa una pericolosa deriva di deresponsabilizzazione a scapito dell’entità intelligente.
Iniziate le indagini la detective Morrisey si servirà del tracciamento computazionale di tutti i movimenti all’interno dell’abitacolo, per stabilire se vi sia stato errore umano.
Un sesto testimone?
L’autore affronta coscientemente il tema secondo cui la tecnologia sta ridefinendo il concetto di colpa, da qui il titolo della storia.
Bruce Holsinger, autore di vari libri di successo e docente di medievistica, si pone un problema di etica, che presto o tardi saremo, tutti, costretti ad affrontare, perché anche se non ce ne accorgiamo, siamo già parte di questi ingranaggi tecnologici.
“La vita non è un algoritmo“.
L’intelligenza artificiale non sostituisce la coscienza. E la responsabilità e il senso di colpa sono caratteristiche dell’uomo non traducibili in un algoritmo, per quanto preciso e geniale possa essere.
” Gli algoritmi non subiscono alcuna conseguenza per comportamenti errati“
Punizioni e colpe sono concetti che appartengono alla natura umana.
“Un algoritmo non ha scrupoli morali” e l’umanità non può arrendersi ai sistemi morali della tecnologia, nonostante essi vengano programmati e gestiti dall’uomo, che per quanto potrà tentare di umanizzare queste macchine, dovrà sempre accettare uno scarto tra ciò che la macchina può prevedere e ciò che in coscienza l’uomo potrebbe fare diversamente.
Il punto è: possiamo delegare le nostre scelte all’I.A. ?
Se Charlie non avesse toccato il volante, forse il sistema di guida automatico, avrebbe evitato l’incidente, ma siamo pronti ad affidare le nostre vite a sistemi di I.A. sapendo che gli algoritmi hanno dei margini di errore calcolati?
Holsinger è riuscito a mettere in relazione questo nuovo mondo tecnologico, già integrato nelle nostre vite, e le sue contraddizioni. Ci offre molti punti di riflessione attraverso un narratore in prima persona, filtrato dalla voce di Noah, padre e marito della famiglia Cassidy.
Ci dona un’istantanea perfetta del mondo postmoderno in cui siamo immersi e dove l’I.A. rappresenta l’apice tecnologico, che lascia prefigurare un pericoloso futuro annuncio del postumano.


