Tutte le ragazze mentono – Piergiorgio Pulixi



Piergiorgio Pulixi
Tutte le ragazze mentono
Rizzoli
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Nuovo romanzo di narrativa per ragazzi per Piergiorgio Pulixi, che il 10 marzo ha pubblicato per Rizzoli “Tutte le ragazze mentono”. Un’opera a cui l’autore di crime stories teneva molto, tra il giallo e i mistery e che dedica a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze fragili, rivolgendo loro parole-abbraccio: La tempesta passerà, siate forti e gentili con voi stessi

La protagonista è Melissa, detta Sissy, una sedicenne sensibile, che deve fare i conti con il presunto suicidio della sorella Denise. Presunto perché non è disposta a credere nemmeno per un istante che una ragazza tanto perfetta e solare abbia potuto darsi la morte sui binari del treno. Un’idea che, però, non condivide né con i genitori affranti né con la polizia che ha chiuso il caso e, pertanto, assume quella dimensione claustrofobica, ossessiva e ambigua che caratterizza il mondo adolescenziale, includendo il fatto critico di sentirsi soli e incompresi.

Io sono quella ‘intellettuale’, che legge Emily Bronte, William Blake e Baudelaire. Quella che ama la storia medievale e l’arte gotica, e sogna di vivere a Parigi, magari lavorando in una bouquiniste, quelle bancarelle di libri che si affacciano sulla Senna.

Una ragazza che in un punto critico del suo arco di trasformazione nel romanzo, compie un gesto chiave, simbolicamente drammatico: getta nella spazzatura i peluche che hanno alimentato i sogni dell’infanzia. Resto immobile per un momento, fissando il sacco trasparente che si confonde con la spazzatura intorno. Dal loro involucro i pupazzi sembrano lanciarmi occhiate disperate e deluse. (…) La Sissy di un tempo non c’è più. Ora c’è solo il vuoto. 

Diversamente da Il mistero dei bambini d’ombra, in cui il mondo narrativo ruotava attorno a Stonebridge e agli Anni Ottanta, l’autore ha scelto luoghi impervi ma sardi, perfetti per immergere i suoi adolescenti contemporanei proprio in un vuoto pneumatico, dai toni dark. Saruxi in sardo significa ‘la croce’. Forse è proprio qui il segreto di tutto questo dolore. È un paese condannato dal suo stesso nome. Portiamo tutti una croce.

Melissa, che narra in prima persona immergendoci nei suoi dubbi, sospetti, dolori, momenti di sconforto, punta il dito contro gli sfuggenti amici della vittima. In particolare, su quelli più popolari, sulle compagne bellissime, e fruga impavida tra foto, messaggi e segreti con la complicità della fedele Dafne. 

La morte di Denise non sarà la sola, purtroppo: in un’escalation di minacce, ricordi e con il batticuore di amori, da quelli più timidi a quelli disperati, la trama si arricchisce di scene al cardiopalma. Perché l’adolescenza è un vero crogiuolo di ormoni: a quell’età è facile scorgere ombre ovunque e sentirsi messi con le spalle al muro per difficoltà che, in quel momento, sembrano insormontabili.

In questo contesto troviamo un Pulixi attento, con una scrittura sensibile che non lascia mai andare il controllo. Nel romanzo troviamo temi cari allo scrittore sardo: la fragilità, la solitudine dei ragazzi, l’introspezione psicologica che rende i suoi personaggi profondamente umani e il concetto, espresso dal titolo, che tutte le ragazze mentono. Non per pregiudizio di genere, ma in relazione a una vita di provincia in cui ciascuna si atteggia per sembrare più bella, più smart, più brava di tutti e in questa recita, densa di segreti, finisce per perdere la bussola emotiva.

Dulcis in fundo, non manca una gatta, Cora, un animale prezioso per l’autore nella serie “La libreria dei gatti neri”, ma anche in quella di Vito Strega e in altri romanzi.  E non solo.

Monica Sommacampagna

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