Tutta la morte davanti – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado



Tutta la morte davanti - Jeffery Deaver Isabella Maldonado
Tutta la morte davanti
Longanesi
Compralo su Compralo su Amazon

Jeffery Deaver, divenuto famoso con “Il collezionista di ossa” e seguenti, si cimenta a quattro mani nella scrittura di questo thriller, già secondo di una serie.

La squadra di Long Beach é nuovamente alle prese con un caso difficile. L’agente Federale Carmen Sanchez e l’esperto di Cyber Security Jake Heron, supportati da un network di intelligenza artificiale di nome “Declan”, si mettono sulle tracce di un serial killer soprannominato KS, ovvero killer degli sposini. 

L’assassino Damon Garr, professore di storia dell’arte, più che un antagonista, è il vero protagonista della storia. Uomo estremamente intelligente, che si diletta a premeditare e attuate omicidi nei minimi dettagli, cercando in questo modo di soddisfare la sua sete di dolore.

Il primo omicidio avviene durante un elegante ricevimento di nozze sulle colline di Hollywood,

ma le indagini si estenderanno anche in Italia, dove due casi con lo stesso modus operandi,

sono rimasti irrisolti.

Il serial killer, seleziona meticolosamente un capro espiatorio e ne inscena il suicidio sempre nei pressi di uno specchio d’acqua e al termine dei festeggiamenti di un matrimonio prescelto. Inoltre, un’ossessione spiccata, per il dolore altrui, lo spinge a mimetizzarsi, durante il funerale della vittima, tra i parenti del defunto, per osservare da vicino i sentimenti di chi rimane privo di un affetto.

Nel corso della storia, gli autori ci raccontano con dei flashback, la psicologia del personaggio, spingendosi addirittura, verso la fine del libro, nella costruzione di una sottotrama piuttosto bizzarra, dove questo diabolico personaggio incontrerà la sua anima gemella; ma non spoilero oltre. 

La storia volge alla fine con numerosissimi colpi di scena, forse un po’ troppi, che vanno frettolosamente a chiudere una miriade di sottotrame, a mio avviso, non tutte così necessarie, lasciando il lettore un po’ sconcertato.

Verso l’ultimo quarto del romanzo, tutto sembra acquisire una certa velocità, senza creare però quel senso di suspance tipico del genere thriller, che, invece, si percepisce in altre storie di Jeffery Deaver.

Probabile che la scrittura condivisa non faccia emergere gli stili di scrittura dei singoli autori e, in particolare, quello di Jeffery Deaver, noto al pubblico soprattutto con il suo riuscitissimo personaggio: Lincoln Rhyme, che rimasto nei cuori dei lettori, mette un po’ in ombra il nuovo esperimento.

Cinzia Censi

Potrebbero interessarti anche...