Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita –  Amy Tintera



Amy Tintera
Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita
Rizzoli
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Entriamo nel mondo del true crime, dove trasmissioni interviste e indagini giornalistiche puntano a risolvere casi, trovare colpevoli, riabilitare vittime. 

Con Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita ritroviamo Amy Tintera, giornalista e autrice americana, con questo romanzo giallo – psicologico: ho apprezzato la struttura narrativa, ricca di dialoghi, dove i punti di vista sono ben delineati e permettono di entrare direttamente nella vita e nelle impressioni della gente, rispetto a un cruento fatto di sangue.

Ma partiamo dal titolo. Credo che la protagonista principale, Lucy, la vita l’avesse già rovinata di suo. Almeno, questo il mio convincimento dopo aver letto una buona parte della storia dove rivela alcuni aspetti familiari e personali, non propriamente riconducibili a un’esistenza serena .Forse proprio per questo Lucy Lucy si rivela da subito un personaggio indimenticabile: ha un forte senso dell’umorismo, che la sostiene, e non fa nulla per rendersi gradevole. È così com’è, e questo ce la restituisce profondamente umana.

La trama. Il romanzo inizia con Lucy che sta cucinando per il suo compagno un piatto definito “pollo di scuse”, dovendosi per l’appunto scusare per non avergli mai rivelato di essere la principale sospettata dell’omicidio della sua più cara amica, Savannah, avvenuto cinque anni prima.

Nei suoi confronti, benché ritrovata confusa, piena di lividi e del sangue della sua amica, non erano mai emerse prove schiaccianti, tali da farla condannare; il caso era rimasto così irrisolto, fino a quando il giornalista Ben Owens – ambizioso, sicuro, affascinante – non aveva deciso di occuparsene, nel suo podcast.

A cinque anni dalla scomparsa di Savannah, Lucy torna nella sua città di origine – Plumpton, nel Texas – consapevole di attirarsi l’odio di tutti gli abitanti. Torna per festeggiare gli 80 anni della nonna, uno dei personaggi più sani e simpatici di tutto il romanzo: ma è proprio in quell’occasione che si troverà a fare i conti con Ben Owens, deciso a non mollare l’osso, che riesce a strappare interviste ai suoi concittadini, a ex amici e soprattutto a lei, Lucy.

In un percorso di rievocazione faticoso, fatto anche di accessi nel bosco dove la sua amica fu assassinata, di conversazioni dense di domande taglienti, Lucy convive con la dolorosa paura di essere stata davvero lei a uccidere Savannah.

La costruzione della storia è ricca, i colpi di scena non mancano, le pagine si girano da sole. Fino all’ultima: l’ultima pagina!

Marinella Giuni

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