Piccoli crimini giapponesi – Nishimura Kyotaro



Nishimura Kyotaro
Piccoli crimini giapponesi
Einaudi Editore
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Cinque racconti per cinque crimini nel profondo Giappone. Si inizia con l’agente Shibata che ha uno spiccato senso del dovere e del servizio per il prossimo. Talmente spiccato da iniziare a rubare per aiutare chi non ha nulla, ma il passo dal furto all’omicidio sarà breve… Il dottor Miyoshi invece pecca di ingenuità nell’assecondare una donna che gli chiede di consolare un anziano vicino che vuole suicidarsi. Ma ancora più subdolo è il “gioco della carità” di un ricco imprenditore che lo farà finire da predatore a preda. E cosa saranno mai quegli strani furti di oggetti preziosi, o presunti tali, che avvengono in un ricco quartiere di Tokyo e che sembrano perpetrati da un nuovo misterioso arrivato? E infine scopriamo come quel che sembra un innocuo invito di uno sconosciuto può trasformarsi in un incubo.

I cinque racconti all’apparenza diversi nascondono un comune denominatore. Nulla è come sembra e i personaggi dal carattere disturbato ma acuto, riescono a sorprendere il lettore. L’aspetto psicologico di vittime e assassini è curato e ciascuno ha caratteristiche ben precise. Tutto si svolge al confine tra lecito e illecito tra bene e male o meglio ancora tra bene che può trasformarsi in male in pochi attimi.

Shibata, l’agente Robin Hood, passa rapidamente il confine, senza troppi scrupoli ma sarà il fato a tendergli una trappola. La donna che inganna Miyoshi e altri medici non esita a sacrificare anche il padre, suo complice, quando diventa un intralcio. Nishiwaki, finanziere rampante e senza scrupoli, impara velocemente da un anziano imprenditore le tecniche di una subdola carità che maschera un insano desiderio di controllo e impara in modo così veloce da ribaltare con perfidia il gioco. Il misterioso ladro del quartiere di lusso inizia a sottrarre ai vicini i loro beni più preziosi, fino a che la sua capacità non gli si ritorce contro. E infine la curiosità di conoscere la storia di guerra e omicidi di un anziano avventore di un bar porta un giovane ad accettare un invito che si rivelerà molto pericoloso.

Qual è allora il fattore comune ai cinque improbabili racconti? La circolarità del crimine. Chi si incammina sulla strada della malvagità finisce con l’essere travolto dalle proprie azioni diventando la nuova vittima. Che sia il fato, un complice o un allievo la sorte è sempre la stessa: chi compie il male riceve come compenso il male pagando i propri errori a caro prezzo all’insegna del classico “chi la fa l’aspetti”.

L’autore ci accompagna in un viaggio nell’animo umano e nei suoi più profondi abissi ma la sapiente ironia che condisce la narrazione rende la lettura gradevole.

Infine, per gli appassionati del Giappone, troviamo in appendice un sintetico glossario di alcuni termini che aiutano il lettore a destreggiarsi tra abitudini e tradizioni del lontano Oriente.

 

Cristina Bruno

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