La sparizione di Emma Harte è un noir ambientato in una gelida Dublino, nelle giornate che precedono quello che per tanti rappresenta il periodo più bello dell’anno, ovvero le festività natalizie. L’autore ha deciso di affidare la voce narrante direttamente al personaggio maschile del suo romanzo: James Lyster, un giovane curatore di fotografie che lavora alla National Library di Dublino.
La storia si sviluppa su due piani temporali, ponendo in risalto la sparizione della giovane imprenditrice Emma Harte, diventata molto nota dopo aver vinto il premio Eoin MacNeill, per aver realizzato un’impresa green insieme al suo partner (nella vita e in ambito lavorativo) Tom Wickam. Inizialmente in tanti pensano che sia proprio quest’ultimo il colpevole, sospettato di aver ucciso e fatto poi sparire la sua fidanzata. Ma qualcosa non torna, considerando che anche di lui non si sa più nulla, malgrado voci sparse in giro lo indicano in diversi punti della città. James vive in un sottoscala in affitto, condiviso fino a poco tempo prima con la sua ex compagna Sarah, la quale a un certo punto decide di partire da sola per intraprendere un viaggio avventuroso in giro per il mondo, escludendolo da questi suoi progetti.
James Lyster vive la sua quotidianità tra gli impegni lavorativi, le uscite con gli amici, le riunioni in famiglia e le sue indagini personali correlate non solo alla ricerca dell’imprenditrice sparita, ma anche quelle sui social per seguire puntualmente tutti gli itinerari visitati dalla sua ex fidanzata. Ma perché tutto questo suo interesse verso Emma Harte? E per quale motivo si mostra così attento a non lasciare tracce evidenti su queste sue ricerche sul web così minuziose e periodiche? Man mano che il lettore andrà avanti con la lettura, le dinamiche del racconto diventeranno sempre più chiare, svelando di volta in volta dei retroscena inquietanti e sorprendenti.
Un corpo verrà ritrovato senza vita, ma non è quello di Emma. Tanti interrogativi andranno a susseguirsi di pagina in pagina, come l’identità del cadavere ritrovato e chi è che inizia a fare telefonate al protagonista, facendogli addirittura ritrovare il cappotto che l’imprenditrice indossava al momento della sua sparizione.
Una trama che tratta tematiche attuali di notevole interesse come la sicurezza delle donne, l’attenzione a livello mediatico spesso morbosa rivolta ai casi di cronaca, con l’opinione pubblica che condanna sui social senza avere le prove effettive e senza sapere cosa sia realmente accaduto. Si parla anche dei pericoli che possono scaturire da quelle che potrebbero apparire come semplici manifestazioni pacifiche organizzate per la scomparsa e la ricerca di Emma Harte, rischi che purtroppo a volte sono accaduti in episodi di vita reale.
A un certo punto della storia James conoscerà una ragazza, Libby, e con lei inizierà una relazione che sembrerebbe mostrare tutte le basi per una storia duratura, fino a quando….Il resto dovrete ovviamente scoprirlo voi, se vi andrà di cimentarvi in quella che potrebbe rappresentare una lettura dalle molteplici sfaccettature, non semplice e che potrebbe non coinvolgere pienamente chi legge, a tal punto da non consentire al lettore di sentirsi totalmente coinvolto dalle vicissitudini del racconto. Difatti, chi legge potrebbe iniziare a divagare con la mente, soprattutto agli inizi del romanzo, in quanto determinate descrizioni sono state scritte dall’autore in una modalità che non può piacere a tutti.
Un personaggio maschile che non permette al lettore di riuscire a provare una sorta di empatia nei suoi confronti, anzi, a tratti potrebbe anche attirare su di sé sentimenti contrastanti suscitando antipatia. Un finale alquanto prevedibile preceduto però da una scoperta sconvolgente. Un thriller psicologico che potrebbe piacere e risultare interessante sotto alcuni punti di vista, ma senza colpire in modo particolare il lettore.


