Il romanzo rappresenta un meraviglioso affresco della Napoli degli anni Sessanta, trattando tematiche scottanti di quel periodo come le costruzioni selvagge e senza controllo nelle zone del Vomero, che si ampliavano parallelamente alla forte ambizione di costruttori senza alcuno scrupolo. Quando uno di questi imprenditori corrotti di nome Angelo Rapace viene assassinato, tutte le indagini e accuse si concentrano sulla giovane vedova, per via della sua smania di ricchezza e di potere. Ed ecco che entrano in scena i protagonisti del noto Club 22, il locale notturno più alla moda di quel periodo, per iniziare a svolgere le loro indagini non ufficiali e contemporaneamente aiutare un vecchio amico del proprietario coinvolto suo malgrado in questa storia. Un gruppo consolidato di colleghi ma soprattutto di amici che non sopportano i soprusi e, a capo di questi, troviamo il brillante pianista del Club Samuele Caputo, in arte Sam, il quale è apprezzato e rinomato per i suoi rifacimenti in versione tipicamente napoletana dei grandi brani musicali americani. Poi c’è Natascia, la pratica responsabile di sala sposata col ragioniere del night e la seducente star del locale, Lucy Del Re, che ogni sera ammalia il pubblico con le sue carismatiche esibizioni. Infine il Cavalier De Angelis, il proprietario del Club 22 che segue con estrema attenzione l’evolversi delle indagini, soprattutto quelle effettuate dal pianista che fa in modo d’introdursi nello spietato ambiente delle partite clandestine a poker organizzate dall’alta borghesia. In più, Caputo comincia a frequentare un bar del Vomero, per poter avvicinare delle cameriere dei quartieri alti e poi fare il galante con una in particolare, in modo tale da riuscire a raccogliere pettegolezzi e informazioni utili per le indagini.
I personaggi creati da Pinto mostrano delle sfaccettature decisamente accattivanti e, spesso, permettono al lettore di farsi delle sane risate con il loro adorabile umorismo che conquista chi legge.
Un altro aspetto che colpisce molto è l’affetto e la solidarietà che legano fortemente tutti i personaggi principali, ovvero quelli che lavorano nel locale. Questo loro legame così forte e particolare, la loro astuzia e la maestria mostrata in più occasioni da Sam nelle vesti d’improvvisato “detective”, porteranno il gruppo affiatato alla risoluzione del caso.
In alcuni passaggi, però, la narrazione si dilunga in digressioni eccessivamente prolisse, portando a tratti la mente del lettore verso altri lidi.
In ogni caso, il componimento narrativo di Francesco Pinto si può sicuramente ritenere un giallo affascinante improntato sull’ironia, da leggere piacevolmente in questa estate rovente.


