Carlo Falchi si muove con una Ducati Monster. Ha lavorato a Palermo, Napoli, Milano: dietro di sè il peggio che un commissario di polizia possa lasciare. Storie mai chiuse, affetti strappati alla propria vita in modo irreversibile lasciando ferite che non si potranno mai rimarginare. Un uomo che ha scelto di scalare una marcia nel motore della propria vita e andarsene da Milano per prendere servizio in una città di provincia dove il male e il marcio sarebbero stati un poco più sopportabili. Ne “La giustizia del commissario Falchi” di Leonardo Duranti per le edizioni Solferino ci sono tutti gli ingredienti di un noir che invita il lettore a chiedersi quale sia la giustizia capace di rappresentare quella parola nel modo migliore e per certi versi contemporaneo.
Falchi dopo aver lasciato Milano sbarca a La Spezia, prende servizio in una tranquilla cittadina ligure dove la maggior parte dei problemi gravitano attorno al porto. Tematiche amministrative e fiscali, niente di particolarmente cruento almeno fino a quando una serie di omicidi di stimate persone spezzine non costringe Falchi a combattere contro i poteri forti della propria Questura per riuscire a scoperchiare un vaso di pandora che custodiva segretamente un omicidio vecchio di trent’anni.
Pagina dopo pagina Falchi entra sempre più nel cuore del lettore: per la sua testardaggine, per il suo voler andare contro quello che sembrerebbe conveniente ma anche per quella sua capacità di mettersi contro i potenti di turno che in una piccola città di provincia possono rappresentare il più grande scoglio alle indagini. Alla fine, indizio dopo indizio e grazie alla collaborazione della fidata collega Sara Ferri, Falchi saprà trovare il bandolo della matassa e risolvere il caso che però lo costringerà a prendere una decisione fondamentale per la sua vita e per dare un nuovo ricordo ad Anita, la compagna di vita morta per ritorsione nei suoi confronti.
Accettare le regole del sistema o agire secondo il proprio desiderio di mettere ordine nel mondo? Falchi rimane un uomo di Stato, un poliziotto costretto a mettere in discussione quello in cui crede per accettare con serenità i propri lutti.


