Con Delitto in cornice siamo al settimo libro della serie crime di De Cataldo che ha come protagonista l’aristocratico magistrato Manrico Spinori della Rocca. Questa volta il ‘contino’, come è soprannominato, dovrà vedersela con un inconsueto delitto in un ambiente artistico borderline, quello della scarificazione, ossia una forma di body art consistente nel praticare incisioni e tagli superficiali sul corpo, in modo da ottenere cicatrici decorative, secondo vari disegni. Verena Rex, artista provocatoria e tormentata, nota tra i cultori di questo particolare genere di arte, viene ritrovata uccisa da un taglio netto alla giugulare nel suo capannone-laboratorio. Manrico, con la sua squadra tutta al femminile, entrerà così in contatto con un mondo dove sublime e coatto paiono fondersi in una creazione inquietante e seducente. Toccherà al ‘contino’ percepire la nota dissonante di una sinfonia misteriosa che affascina nella sua perdizione.
La serie di Spinori è un ‘unicum’ nel mondo del crime italiano, perché, come in uno spartito in grado di utilizzare i suoni dei più diversi strumenti, De Cataldo fonde ogni genere di livello sociale, sia nei contesti in cui Spinori si trova a indagare sia nella sua stessa squadra, dove convivono in armonia la razionalità e il romanticismo, il carattere plebeo e la raffinatezza aristocratica. Sono godibili e divertenti, ad esempio, i siparietti tra Manrico e l’ispettora Deborah Cianchetti, donna tosta e focosa proveniente dalle periferie romane, nei loro duetti ben emergono le peculiarità degli opposti caratteri e la reciproca stima. Tra tanti investigatori rudi, cinici, spregiudicati, l’educazione, l’innato amore per l’arte, per la bellezza e soprattutto per la musica, e la raffinata cultura collocano il personaggio di Spinori nella scia di Philo Vance e di Nero Wolfe, riportandoci alla Golden Age del giallo. Manrico è però un uomo del suo tempo, vive le preoccupazioni per la ludopatia dell’anziana madre, che a causa del gioco ha dissipato il capitale familiare, ma la nobiltà e la gentilezza del suo animo lo portano, anziché a giudicare, a ricambiare con tenerezza la donna che, pur tra errori e difetti, tanto lo ha amato. È questa magnanimità, pur non esente da umanissime fragilità, che gli permette di lavorare con una squadra tutta al femminile senza pregiudizi né timori. E questa volta non sarà facile trovare un’ opera che gli venga in soccorso per suggerirgli il modo con cui districare l’ordito criminale.


