Il club degli omicidi si ritrova ancora una volta coinvolto in un nuovo caso. Cindy Thomas, Yuki Castellano, Lindsay Boxer e Claire Washburn rischiano, in questa nuova puntata, in prima persona. La posta in gioco è, infatti, molto alta e le quattro amiche devono ora competere con un avversario multiforme, poliedrico, sfuggente e dotato di intelligenza criminale di alto livello. Il suo nome, che conosciamo sin dalle primissime righe, è Blackout.
Dopo una partenza in cui vengono messe in scena situazioni diverse, all’apparenza distanti e slegate l’una dall’altra, la narrazione diviene via via sempre più stringente e coinvolgente. Dopo lo straniamento e spaesamento iniziali, in cui le fila narrative sembrano non trovare un punto di incontro o soluzione razionale, la matassa si sbroglia, mostrando legami e interconnessioni.
Il romanzo si apre con un omicidio all’apparenza privo di senso: una madre, a passeggio con la figlioletta di pochi mesi per le strade che conducono alla Baia di san Francisco, viene brutalmente uccisa; la stessa cosa avviene a un testimone-ovviamente- scomodo.
Gli altri fili che compongono la trama non sono legati, se non dal fatto che coinvolgono, in maniera diversa, le quattro donne. All’uccisione della madre con la figlioletta sono legate Lindsay, che lavora nella Squadra Omicidi, e Claire, nel suo ruolo di anatomopatologa.
Seguiamo invece Yuki, giovane avvocato, in un processo che vede imputato un uomo, Lewis Sullivan, per aver massacrato la moglie, sottoponendola a sevizie che l’hanno lasciata su di una sedie a rotelle; Cindy, giornalista esperta di crimini, ha invece da poco terminato la stesura della biografia di Evan Burke, ergastolano pluriomicida che ha voluto esplicitamente lei per raccontare la sua vita. In accordo con l’editore, la storia di Burke viene presentata, con grande successo, in molteplici librerie sparse per il Paese.Â
La vicenda prosegue tra panorami di una bellezza mozzafiato, scene del crimine realistiche e inaspettate, filmati inviati da Blackout a Lindsay, registrazioni vocali… tracce e indizi fuorvianti che alla fine troveranno la loro ragione d’essere.
Che cosa lega Blackout a Evan? E a Sullivan e sua moglie? E a tutti i morti, assassinati, senza un apparente motivo? Cosa rischiano le quattro amiche, in particolare Cindy? Tutte le domande troveranno una risposta. Intanto, sottolineiamo gli aspetti che rendono il romanzo interessante.
Innanzitutto, una scrittura agile, a capitoli brevi e ben alternati, condotti in terza persona con intervalli narrativi riferiti direttamente da Lindsay; quindi, un crescendo di ritmo, con suspense ben calibrata e diluita, con sospensioni giuste nei momenti di maggiore tensione; infine, la plausibilità della vicenda e il realismo dei personaggi, colti nella loro normalità , con debolezze, paure e ripensamenti. Nessun supereroe ma uomini e donne, con le loro paure e i loro sogni, nella loro faticosa lotta contro un male che si annida attorno a loro. E forse, anche dentro di loro.


