A Firenze è scomparso di un bambino.
E tra poco scomparirà anche buona parte della città, inghiottita dalle acque dell’Arno. Anno domini 1966, la guerra solo poco alle spalle. Il commissario Bordelli indaga.
Nello stomaco e nel cervello porta il bagaglio di quel conflitto che non ne vuole sapere di diventare semplice memoria.
Scritto nelle ossa
Alla temperatura opportuna, tutto brucia. Legno. Vestiti. Persone. A duecentocinquanta gradi, la carne si infiamma. La pelle annerisce e si lacera. Il grasso ipodermico comincia a liquefarsi, come burro in una padella rovente. alimentato da esso, il corpo inizia a bruciare. Dapprima, prendono fuoco le braccia e le gambe, fungendo da combustibile per la massa…
I morti del Carso
Ho letto “I morti del Carso” spinta dalla curiosità, dopo aver appreso da un recente articolo di cronaca apparso sui giornali dello scrittore Veit Heinichen che da oltre un anno è perseguitato da centinaia di lettere anonime che lo accusano di pedofilia.
A proposito di Ute
Partendo dai presupposti più classici di un giallo tradizionale, un commissario di polizia colpito alla nuca da un proiettile e trovato in fin di vita alla vigilia di Natale su un barcone in secca ai Murazzi, lungofiume torinese, infestato dal popolo oscuro che tratta qualunque droga, Lupo, commissario anche lui e protagonista prediletto di Piero Soria, si accolla il compito di tentare di scoprire il perché di quella bestiale aggressione.
Sette chiese
Praga è sconvolta da una serie di terrificanti omicidi.
È la Città Nuova a esserne stravolta. E le chiese nel cui perimetro la modernità ha fagocitato un passato remoto che non ne può più di essere tutt’al più memoria sui libri che nessuno legge. Ad attrarre come polo magnetico il sanguinoso disegno è Kv?toslav, ex poliziotto che ha in odio il proprio nome e che per questo si fa chiamare semplicemente K
Rapina a mano armata
Una fusione tra un accenno di stile “comics”, azione, gangster story e Dostoevskij: in pratica, un romanzo interessante e che – a giusta ragione – ha dato spunto a Kubrik perché ne traesse un film nel 1956.
Mele marce
Mele Marce è il quarto libro di Juan Madrid pubblicato in Italia dopo Amazzonia: un viaggio impossibile (Frasinelli 2002), Cronache di Madrid in Nero e Un bacio da amico (Alacràn 2007 e 2008).
Il sudario di ghiaccio
…fa freddo a Philly e il clima non aiuta certo le indagini, perché l’assassino che sembra avere un feeling particolare coi fiumi, lascia sempre le sue vittime nelle loro vicinanze; vittime che si ritrovano così ricoperte da un velo di ghiaccio che sembra immortalare lo scempio compiuto sui corpi.
La piccola cineteca degli orrori
Manlio Gomarasca e Davide Pulici sono due critici cinematografici che conosco da quando è comparso in edicola Nocturno, anche se fisicamente ho incontrato soltanto il primo in occasione di un Joe D’Amato Horror Festival.
La Ravenna di Luca Ciarabelli
MilanoNera ha incontrato Luca Ciarabelli, nato a Città di Castello, Ravennate d’adozione, durante la presentazione, a Punta Marina Terme (RA), del suo romanzo Il bambino che fumava le prugne, edito da Il Maestrale.
Capitani oltraggiosi
Hap Collins, non volendo fare il masturbatore di galli, propende per la raffinata mansione di guardiano di polli presso la ditta Deerstone. Una sera gli capita di salvare la vita di Sarah Bond, figlia del proprietario dello stabilimento, dalla furia alterata e tenace di un ragazzaccio davvero simile allo scoiattolo idrofobo incontrato in Bad Chili. […]
La vittima
Una compagnia di balordi tenta il gran colpo con lo spaccio di droga. Un poliziotto per riconquistare la stima della moglie getta al vento al sua vita.
Parigi (ma con lei la Francia intera), in un momento imprecisato degli anni Cinquanta è già calata con entrambi i piedi nella fase industriale del crimine. Scorrono le vite e s’ingarbugliano le esistenze.
Ispirate da piccoli, lievi e insignificanti gesti in sé.










