Il reverendo Coles è certamente il prete più celebre d’Inghilterra. Nelle sue molte vite, è stato musicista, personaggio televisivo, teologo e autore di cozy crime che sono diventati best seller.
Assassinio sotto il vischio è il terzo romanzo tradotto in italiano e pubblicato da Einaudi, ambientato come sempre nel ridente villaggio di St Mary Champton e con protagonista il serafico reverendo Daniel Clement, a cui oltre che predicare piace molto investigare, in compagnia del detective Neil Vanloo. Questa volta il delitto avviene addirittura nel giorno di Natale, durante il pranzo in cui Daniel e la madre hanno invitato alcuni abitanti del villaggio, e sarà un delitto astutamente congegnato…
Già dal titolo, si coglie che la maestra del giallo, la mitica Agatha Christie, è un punto di riferimento per il reverendo-scrittore, ma se questo non bastasse, il nome della cittadina, St Mary Champton rimanda alla celebre St Mary Mead dove indaga Miss Marple. Infine, il cognome del protagonista, Clement, è lo stesso del vicario Leonard Clement, protagonista di La morte nel villaggio, uno dei più celebri gialli della Christie.
Il nostro reverendo Daniel è un uomo che deve contenere l’energia senile della madre Audrey, per sua fortuna aiutato dal fratello, e oltre che un sacerdote colto e preparato è anche un abile conoscitore dell’animo umano e un curioso indagatore di delitti. L’autore, nonostante la scelta di un protagonista sacerdote che sembrerebbe collocarlo sulle orme del padre Brown di Chesterton, è molto più vicino al giallo classico di Dorothy Sayers, anche se utilizza una trama meno complessa, preferendo invece soffermarsi sulla quotidianità della vita nel villaggio e soprattutto sui rapporti, specie sociali, che intercorrono tra gli abitanti. Mette così in scena una pièce in cui si ritrovano rappresentanti della chiesa, aristocratici, ricchi di minor lignaggio e semplici negozianti dall’acume pratico molto sviluppato.
Il delitto arriva alla conclusione della ‘commedia’ inscenata dai convitati durante il pranzo, ricca di arguzie, di frecciatine, di riferimenti alla cultura televisiva british e di dotte disquisizioni teologiche, con qualche ammiccatina alla divisione tra Chiesa alta e Chiesa bassa, propria dell’anglicanesimo.
Una lettura ‘gustosa’ per gli amanti del giallo classico inglese.


