Ogni casa nasconde un segreto – Shinzō Mitsuda



Shinzō Mitsuda
Ogni casa nasconde un segreto
Rizzoli
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“Cinque case, cinque storie diverse. Gli stessi strani rumori.”
Con questa promessa arriva in Italia, per Rizzoli, Shinzō Mitsuda, salutato in Giappone come il nuovo fenomeno horror. Ed è proprio dall’aspettativa creata dalla fascetta che bisogna partire.
-Ogni casa nasconde un segreto- è strutturato come un’indagine. Ci sono un prologo, due interludi, un epilogo e cinque storie misteriose raccolte da Shūzō Mimasaka. Dal diario di una madre che sente presenze, al racconto di un ragazzo intrappolato in una dimensione parallela, dall’appartamento infestato di uno studente -che insieme alla prima è la più riuscita per atmosfera e scrittura – fino alla Casa di Mitsuko e al resoconto finale di un anziano.
Sono tutte e cinque scritte bene, con quella grazia malinconica e folklorica tipica del Giappone dell’era Shōwa. E c’è un pregio che va riconosciuto a Mitsuda: un filo conduttore sottile che il lettore attento coglie, un dettaglio che ritorna, un particolare preciso, una presenza, un rumore. Nelle pagine finali il quadro si fa più completo e realtà e fantasia finiscono quasi per fondersi.
Ed è qui il punto. Funziona? Sì, come raccolta di misteri domestici, come giallo d’atmosfera funziona. Ma come horror puro, no. Il soprannaturale resta evanescente, suggerito ma mai abbastanza concreto da rubare davvero il sonno, come promette la copertina. Non spaventa, inquieta a tratti. Intrattiene, ma non lascia addosso quel brivido lungo che ti costringe a riaccendere la luce.
Piacevole e scorrevole, con un’architettura intelligente, ma non indimenticabile. Consigliato a chi ama i misteri a bassa intensità e le atmosfere giapponesi più che a chi cerca il terrore.
Un buon esercizio di stile, più giallo che horror. La casa c’è, il segreto un po’ meno.

 

Killer Queen

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