Il testimone – Arnaldur Indridason



Arnaldur Indridason
Il testimone
Guanda
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L’ ultimo romanzo di Indridason è un  ‘crime’ che parte da un cold case con conseguenze sino ai nostri giorni, ma è anche una dolorosa elegia imperniata sul riscatto e sulla memoria.

Il ritrovamento del cadavere di Skafti, un giovane islandese ucciso negli anni Settanta, per il cui omicidio la polizia aveva arrestato un innocente, e la quasi contemporanea scoperta di un altro cadavere, quello di Franklìn, un islandese che viveva all’estero da tempo, mettono in moto un complesso meccanismo di indagini in cui gli avvenimenti del passato si intrecciano a quelli del presente. 

Nell’ultimo romanzo di Arnaldur Indridason, Konráð, il poliziotto in pensione creato dall’autore, prosegue l’indagine sul proprio passato, per ricostruire fino in fondo il carattere del padre Seppi, violento e criminale; nel contempo si trova coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Skafti, a cui anche lui aveva partecipato con il collega Leó. 

Il lettore si trova così immerso in un’indagine quasi labirintica, in cui compaiono snodi che vanno a confluire in altre storie, apparentemente diverse, che però alla fine si congiungeranno in un’unica e inaspettata soluzione finale.

Konráð, il protagonista, è un uomo dalle complesse sfaccettature: da giovane, è stato un poliziotto che ha ceduto a favori se non a corruzioni, poi è diventato un uomo onesto, sempre dalla parte della legge. La sua ambiguità è anche legata alla figura di un padre scellerato, alla cui influenza non sempre il figlio è riuscito a sottrarsi. Un esempio delle contraddizioni di Konráð è il suo rapporto con la moglie Erna. Finché la donna è stata in vita, l’uomo l’ha tradita, ma dopo la sua scomparsa viene trafitto dal rimorso e dalla scoperta del profondo amore che la legava a lei. Dunque, un personaggio molto umano, molto ben costruito nella sua autenticità, anche nel malinconico percorso della vecchiaia, in cui si mette a indagare per conto proprio sui cold case del suo passato e su crimini più recenti. 

Come sempre avviene nei romanzi dell’autore, la storia islandese dalla seconda guerra mondiale in poi fa da sfondo agli avvenimenti, in particolare il singolare rapporto tra l’Islanda e le due superpotenze dell’epoca: gli USA e l’URSS. Anche ne Il testimone, troveremo dei pescherecci russi non così innocui come dovrebbero essere i pescherecci…

Questo romanzo si potrebbe definire come una ricerca di redenzione, una storia di persone che hanno commesso gravi sbagli, chi ingenuamente, chi con convinzione, chi spinto da legami familiari, con conseguenze, in alcuni casi, irrimediabili. Indridason li segue nel loro piccolo calvario, non nascondendo l’umana compassione e la sofferta comprensione per il dolore che hanno creato agli altri e, in fondo, a sé stessi.

Donatella Brusati

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