Il rogo dell’angelo –  Salvo Toscano



Salvo Toscano
Il rogo dell’angelo
Newton Compton
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Il rogo dell’angelo di Salvo Toscano è il tredicesimo capitolo della serie dedicata ai fratelli Corsaro. Ma stavolta la loro indagine affonda le mani in una realtà particolarmente dolorosa: quella degli immigrati impiegati nelle campagne siciliane, sfruttati, ricattati e spesso costretti a vivere ai margini, dentro un sistema in cui pare non esista dignità.
È dicembre, Natale si avvicina, ma il paesaggio che accoglie la vicenda è lontanissimo da qualsiasi atmosfera festosa. Il cielo plumbeo, il freddo e le distese di serre offrono un’immagine della Sicilia aspra e inquieta. uno spaccato umano fatto di sfruttamento, paura e silenzi. E sarà qui, tra coltivazioni intensive e baracche dove trovano rifugio uomini e donne arrivati alla ricerca di un futuro migliore, che un incendio divorerà una misera abitazione. Tra le macerie verrà ritrovato il corpo carbonizzato di una donna rumena. Apparentemente un rogo accidentale, ma molti elementi non convincono.
La vittima aveva una figlia sedicenne, Alina, bellissima e fragile, scomparsa da alcuni giorni. Nello stesso momento è sparito anche un giovane lavoratore gambiano con cui la ragazza pare avesse una relazione. L’ipotesi più semplice è che i due siano fuggiti insieme. Ma nei gialli di Toscano le spiegazioni troppo semplici sono sempre da guardare con sospetto. Quando poi il ragazzo viene indicato come possibile responsabile della morte della donna, la vicenda assume una piega più inquietante.
Fabrizio Corsaro, giornalista d’inchiesta, arriva sul luogo del rogo per raccontare la tragedia ma, come spesso succede, finisce per lasciarsi coinvolgere. Il suo mestiere lo spinge a cercare dietro le risposte ufficiali, a osservare ciò che gli altri preferiscono non vedere, a raccogliere testimonianze e soprattutto a mettere insieme i frammenti di autenticità che qualcuno vorrebbe disperdere.
Fabrizio è un personaggio irrequieto, istintivo, sempre disposto a cacciarsi nelle situazioni più pericolose e che non riesce mai ad accettare le verità confezionate dagli altri. Il suo passato tormentato e il suo modo di vivere sempre un po’ sopra le righe lo fanno diverso dal fratello maggiore, ma tra i due esiste un profondo legame. Roberto, affermato avvocato penalista, uomo integerrimo e sempre mosso da una forte coscienza morale, rappresenta l’altra faccia della medaglia. Più riflessivo, uso a muoversi secondo le regole del diritto, entra nella storia solo quando, sollecitato dal fratello, accetta di assistere pro bono e garantire la difesa del ragazzo gambiano, al quale è stata già attribuita una facile colpevolezza. Da quel momento, con diversi punti di vista, le indagini dei due fratelli procederanno su binari paralleli. Fabrizio e Roberto affronteranno il caso a modo loro e sotto differenti angolazioni: il primo con l’inchiesta giornalistica, il secondo mediante il diritto e il confronto con le procedure giudiziarie.
La storia procede veloce tra rivelazioni, sospetti e nuove domande, ma il caso all’inizio lineare si trasforma progressivamente in una realtà più complicata. Il rogo che ha  provocato un’indagine è ora come una porta spalancata su un mondo dove il male assume diverse forme, spesso celandosi dietro la normalità.
Salvo Toscano non si limita a raccontare il delitto, alterna tensione e umanità, oscurità e humour, indagine e riflessione sociale. Porta in primo piano il fenomeno del caporalato, le condizioni disumane di molti lavoratori stranieri, l’indifferenza di chi considera questi ultimi semplicemente una sostituibile forza lavoro. Le serre infatti sono il teatro di una realtà economica nella quale il sudore di chi lavora alimenta un sistema capace di produrre ricchezza lasciando agli ultimi soltanto precarietà e paura. La scomparsa di Alina introduce una nuova dimensione intima e dolorosa, legata alla fragilità di una ragazza di angelica bellezza e troppo giovane per affrontare da sola un inferno, popolato da adulti crudeli. Ma il male, che non si limita allo sfruttamento, non si ferma e se Fabrizio vorrà scoperchiare il marcio e  andare fino in fondo, dovrà farlo  anche a rischio della vita.
Il rogo dell’angelo utilizza il delitto per parlare di molto di più: degli invisibili, di chi arriva in Italia cercando una possibilità e finisce intrappolato in una realtà di sfruttamento, dell’indifferenza, della paura e della responsabilità individuale e  di due fratelli, Fabrizio e Roberto Corsaro, un’ efficace coppia investigativa,  unita dal senso della famiglia e da un profondo e sincero legame affettivo.

Patrizia Debicke

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