Mi aspettavo un thriller cupo. Ho trovato, invece, una commedia nera servita su un vassoio d’argento, con vista Costa Azzurra.
Lucien de Chacarasse è la pecora nera di un’antica famiglia aristocratica. Per scelta. La sua ricchezza? Una finestra sul mare, il suo ristorantino a Villefranche sur Mer aperto contro il volere dei parenti blasonati, la bouillabaisse dell’amico chef Roland e un bicchiere di vino in buona compagnia. Cos’altro serve per essere felici?
Poi arriva una telefonata. Suo padre, il conte, è gravemente ferito in circostanze misteriose. Nella penombra di Villa Béatitude gli strappa un’unica promessa: portare avanti l’antica tradizione di famiglia. Una tradizione che risale ai Medici, ai Borboni, a Napoleone. Da secoli i conti de Chacarasse coltivano un’arte raffinata che richiede sangue freddo e pazienza: l’arte di uccidere.
Su commissione.
Dietro compenso.
Lucien si è sottratto per anni. Ma ora è l’ultimo anello di una catena mortale. E come fa, lui che vuole godersi la vita a ogni costo, a togliere la vita agli altri?
Monsieur le Comte è l’antieroe perfetto: aristocratico, un po’ decadente, snob quanto basta, con il talento disturbante di trasformare l’omicidio in una questione di stile. Non suda, non si sporca più del necessario e commenta tutto con la stessa nonchalance con cui stappa una bottiglia.
Quello che mi è rimasto di più è l’atmosfera. Martin ti porta in ville affacciate sul mare, tra salotti elegantissimi, bottiglie che si svuotano in fretta e gatti che sanno sempre più di tutti.
C’è sole, c’è lusso, c’è la leggerezza della Riviera, e sotto, costante, qualcosa che non quadra.
L’ho finito in pochi giorni perché scorre via leggerissimo. L’ho letto sul balcone, sdraiata, occhi al cielo, e ogni volta che lo chiudevo mi sembrava di sentire ancora odore di sale e limoni.
Non è un giallo che mette i brividi. È un giallo che ti fa sorridere mentre dovresti inorridire. Ti affezioni al “cattivo” perché è brillante, educato, perché uccide senza mai alzare la voce.
Ed è lì la genialità: ti rende complice senza che tu te ne accorga.
È il libro giusto se cerchi un noir che non rovini la serata, ma la renda più interessante, più francese, più pericolosamente elegante.
Consigliato a chi ama il giallo classico con un bicchiere di rosé in mano. E a chi, ogni tanto, vuole ridere dal lato sbagliato.


