Invito mortale di Pauline Perrier ha vinto il premio Kobo 2023 con il titolo originario Mortelle e narra la storia di Kelsey, una giovane ‘consulente funeraria’, che esegue le ultime volontà di chi, dopo la propria dipartita, vuole mettere a posto i conti (sentimentali, affettivi, professionali) lasciati in sospeso. Vivere in mezzo ai morti per Kelsey è consolante, la allontana dal dolore mai metabolizzato della morte del padre avvenuta quando aveva solo sedici anni. Prendersi cura dei cadaveri, esperire la trafila burocratica sembra far apparire a Kelsey la morte come qualcosa di familiare, un adempimento che lei è in grado di portare a termine con solerzia ed efficacia. Fino a quando le arriva un misterioso biglietto che annuncia la sua dipartita di lì a un mese, costringendo la protagonista a lottare contro il tempo e a fare i conti con sé stessa, sforzandosi di trovare il nemico che nell’ombra macchina il suo omicidio.
Inevitabilmente, l’ambientazione e il contesto di Invito mortale rimandano a Cambiare l’acqua ai fiori della Perrin, non a caso anche lei francese come l’autrice. Anche nelle pagine del libro della Perrier la vita si prende la sua rivincita sulla morte, e dietro ai macabri riti funebri descritti da Kelsey appaiono sentimenti intensi, emozioni vibranti e una profonda gioia di vivere che alla fine si riprendono la scena. L’autrice ha saputo mescolare luce e tenebre, perdita e rinascita, perché lei stessa ha affermato di essere affascinata dalle sfumature dell’esistenza, dalle zone d’ombra, dai personaggi che si lasciano andare, scivolando nella rinuncia, così attraverso la figura di Kelsey ha potuto rappresentare queste tematiche che coinvolgono ciascuno di noi.
Con humour più britannico che francese, la protagonista, anziché prendere di petto il dolore e affrontarlo, cerca di allontanarlo da sé, esorcizzandolo nel rituale funerario, cristallizzando in questo modo la sofferenza atroce che la dilania, insieme al senso di colpa e la resa al fato. Fino a che sarà costretta a scegliere, a esporsi, a uscire dall’inconsueta confort zone che il lavoro nell’agenzia funebre le ha consentito. Ma la vita è davvero più forte di tutto, così come lo sono l’affetto, l’amicizia e la riconoscenza e alla fine di queste pagine il lettore, come Kelsey, si sentirà confortato e rassicurato.


