Mentre Giolitti e Turati litigano in Parlamento sulla possibile invasione della Libia, e i primi fermenti legati al voto femminile non trovano ancora l’appoggio sufficiente per realizzarsi, in una spiaggia di Bari, all’indomani della festa di San Nicola, viene ritrovato il corpo di una giovane donna senza vita, che stringe in una mano un indizio interessante: un bottone della divisa di un soldato di sua maestà Re Vittorio Emanuele.
Era il maggio 1911, e nonostante l’Unità d’Italia promettesse nuovi e più forti equilibri, permanevano ancora molte diversità culturali, molto analfabetismo e una situazione politica instabile.
Michele Emiliano, autore del libro, nonché ex magistrato ed ex Presidente della Regione Puglia, con le sue competenze, ci immerge nel 900 realizzando un affresco ambizioso, che riesce a mostrare il racconto storico, la situazione politica, il tessuto sociale e il sistema giuridico vigente durante lo Statuto Albertino, con un occhio attento alle sue pecche.
Le indagini sull’omicidio di Anna Dalena, studentessa di giurisprudenza, condotte dal Maresciallo dei Carabinieri Michelangelo Piemontese, sono una sorta di espediente per mostrerare palesemente lo scontro tra ragion di Stato e giustizia, tema centrale di tutto il romanzo.
L’autore ci guida nei difficili equilibri tra potere esecutivo e giudiziario e ci mostra come la corona, nonostante l’Unità d’Italia, rimanesse legata ai propri retaggi, controllando la magistratura e l’esercito, orientandole secondo le necessità del momento.
Il maresciallo Piemontese, insieme agli altri carabinieri, dovrà lottare per difendere la verità dalle dinamiche di potere, che senza nessuno scrupolo, per coprire un complotto internazionale, dichiareranno colpevole dell’omicidio in questione: Sabino Lepore, un pescatore, uomo semplice e amico di infanzia della vittima. Un perfetto capro espiatorio.
L’arma dei carabinieri si troverà costretta a scegliere tra legalità e obbedienza alla corona.
La ragion di Stato viene anteposta alla verità .
E con una magistratura controllata dalla politica, il concetto di uguaglianza è relegato a semplice corollario
Il maresciallo Piemontese, insieme ad un’affascinante avvocatessa, amica della vittima, indagherà convinto dell’innocenza del malcapitato, remando contro corrente e infilando il naso in un torbido segreto di Stato, nel quale inconsapevolmente Anna era stata coinvolta.
Re Vittorio Emanuele sta tessendo la trama di un accordo segreto con la Russia, che andrebbe a violare la triplice alleanza con Germania e Austria, al fine di ottenere un appoggio per espandersi in Libia.
Nonostante gli oppositori dell’espansionismo si battono in Parlamento le trame del governo stanno ponendo le basi, per uno spostamento di alleanze in vista della prima guerra mondiale.
Il finale dolceamaro conferma le tesi sottese al testo e portate avanti dall’autore. Un legal thriller storico dalla trama avvincente e ben studiata


