Anna non dimentica – Adriano Giotti



Adriano Giotti
Anna non dimentica
Longanesi
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“I mostri non esistono, almeno fino a quando non hanno qualche storia di cui essere protagonisti.”

Regista, sceneggiatore e vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, Adriano Giotti esordisce più che positivamente nel panorama narrativo con un thriller dal titolo “Anna non dimentica”, edito da Longanesi. Ci sono diversi motivi per cui la lettura di questo romanzo da cinque stelle attira sin dalle prime pagine. Prima di tutto è una storia decisamente attuale per gli argomenti trattati, si parla del difficile mondo degli adolescenti, della loro solitudine, di bullismo e del complicato rapporto tra genitori e figli di una generazione sempre più silenziosa che confonde la realtà con il virtuale.

La scena di apertura incuriosisce immediatamente, il punto focale è proiettato su Pietro Marcelli, un quattordicenne patito di creepypasta. Si sente solo ed incompreso, vive col padre che è un gran bevitore dai modi poco gentili, è patito per i mostri al punto da volerli addirittura incontrare per poterne poi portare le prove a tutti e diventare famoso online grazie al suo scoop.

“Pietro, l’esploratore dell’ignoto. Sentiva che il mondo, nella maniera piatta e razionale in cui lo vedevano gli altri, non gli bastava. Quei mostri, invece, li percepiva vicini, dovevano esistere da qualche parte non dovevano essere neanche cattivi, semplicemente sfortunati, proprio come lui.”

Quando il lettore incontra Pietro per la prima volta, lo scopre tutto intento a cancellare la cronologia del computer, ha fretta, è agitato e per di più deve fare i conti, come al solito, con gli stupidi messaggi del gruppo Whatsapp in cui gli “amici” lo deridono. “Sfigato. Scemo. Bimbominkia. Fai schifo. Cesso.” Finge di ridere in chat, ma ad ogni parola Pietro dentro di sé muore un po’. Deve uscire, ha un appuntamento ed è già tardi, prende lo zaino, due merendine, un coltello da caccia e sgattaiola via, tanto suo padre si abbioccato sulla poltrona e la mamma vive da un’altra parte.

“Su internet le persone possono fingere di essere qualcuno che non sono.”

Chi deve incontrare Pietro? Anna, anzi, AnnaNonDimentica, questo è il nickname della protagonista di una creepypasta virale che pare sia stata sequestrata da piccolissima e sia stata talmente soggiogata dal suo rapitore, tanto da non riuscire più a fuggire da lui. Online la ragazzona si presenta esteticamente come un mostro, piena di cicatrici, indossa una maschera terrificante sul viso, posta video senza apparente senso e, attraverso la chat, adesca i ragazzini. È così bieca nei suoi discorsi da riuscire ad accalappiare i più deboli, proprio come Pietro, riuscendo ad incastrarne alcuni, chiedendo il loro aiuto per scappare, manipolando la loro mente per farli sentire degli eroi. È molto abile nell’applicazione del cosiddetto grooming.

Quando Pietro Marcelli sparisce, il romanzo prende immediatamente il via in una corsa contro il tempo nell’intento di capire cosa gli sia accaduto. Ad occuparsi delle indagini saranno l’ispettrice Veronica Sgheis, insieme al collega Francesco Morri. L’autore dedica una ampia parentesi al personaggio di Veronica, delineandone gli aspetti caratteriali e psicologici, descrivendone i rapporti con le persone della sua vita che le gravitano attorno. Il marito Giovanni, con il quale il rapporto si è un po’ assopito, il collega Francesco, con cui in passato c’è stato qualcosa che non può ripetersi, il figlio Luigi, con cui non è mai riuscita ad instaurare un vero e proprio legame anche a causa delle sue assenze, la madre Rebecca, una donna dal carattere forte che non cambierà mai, anche nelle peggiori circostanze.

Tutti i protagonisti di questa storia sono rappresentati alla perfezione, e Giotti ci fa entrare nelle loro vite con estrema naturalezza, attraverso uno stile narrativo scorrevole, attuale, incisivo che non permette assolutamente di bloccarsi nella lettura. L’autore ha un approccio espositivo tale da evidenziare in modo netto la sua enorme abilità nel costruire sceneggiature. Difatti l’intreccio è ben costruito, alternando le parti investigative ai capitoli in cui leggiamo la storia con gli occhi degli adolescenti rapiti e attraverso Anna, il tutto condito da una palpabile tensione psicologica e colpi di scena che lasciano interdetti. Forse è superfluo dire che sarebbe graditissimo poter godere della trasposizione cinematografica di “Anna non dimentica”.

I temi trattati in questo romanzo sono davvero molti, tutti attuali e toccano nel vivo. Innanzitutto si parla dell’ampio universo degli adolescenti, di quanto pericolo vi sia attorno a loro e di come sia semplice per il male accalappiarli. Giotti analizza in modo dettagliato i rischi che si celano dietro a uno schermo o a un nome di fantasia, alle chat, come a mettere in guardia chi legge, ma senza nessuna pedanteria.

Vengono sviscerati anche i rapporti interpersonali che riguardano i figli di una generazione difficile, sempre più chiusa in cui i genitori faticano ad inserirsi e dove la responsabilità gioca un ruolo fondamentale. Si parla anche dei rapporti tra marito e moglie, quando l’amore non è sufficiente, quando forse subentra la noia, quando si tenta tutto, anche l’assurdo, per provare a recuperare. Giotti non ci fa mancare nemmeno un altro argomento sotto la trama, qualcosa che non viene sbattuto in faccia in continuazione, ma che c’è e quando viene fuori, fa male: la violenza sulle donne, taciuta, evitata, che lacera dentro, vista con gli occhi di una donna, di un’amica, di una madre, di un figlio.

L’autore non manca anche di elaborare un pensiero importante sul cambiamento climatico e, prendendo spunto da un reale luogo citato nel romanzo ossia il villaggio abbandonato di Marsia, esprime e invita tutti a riflettere su quanto e cosa si possa fare per tentare quanto meno di attenuare il disastro che il genere umano ha messo in moto.

“Anna non dimentica” è davvero un esordio brillante, è il racconto di una realtà che tutti noi possiamo rischiare di toccare con mano ogni giorno, un romanzo che porta ad inevitabili riflessioni tra obblighi, doveri, colpe, tra reale e virtuale, tra bene e male. Tra Anna carnefice e Anna vittima.

“Se ti fanno un po’ soffrire

Perdonali perché

Non sanno cosa fanno

Io soffro come te

Sha-la, la-la-la-la

Piangi con me”

Erika Giliberto

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