Spie nell’ombra – Tess Gerritsen



Tess Gerritsen
Spie nell’ombra
Longanesi
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Mentre i colleghi, tra Parigi e Marsiglia, cercavano di smantellare l’organizzazione criminale russa che da tempo controllavano, Ingrid insieme a Sophie, la spia di cui doveva garantire l’incolumità, trascorreva giornate tranquille in Provenza, immersa nel profumo dei campi di lavanda. Ma proprio lì, dove si sentivano abbastanza protette da arrischiarsi a uscire fuori ogni mattina per raccogliere fiori e bersi un caffè in giardino, il loro destino cambiò. Di fronte alla morte di Sophie e di altri tre colleghi, tra cui il giovane Gordon da poco divenuto padre, Ingrid capisce per cosa, o meglio per chi, vuole vivere. A nulla valgono le proteste di Rodrigo, l’affascinante collega con cui ha condiviso momenti elettrizzanti di passione carnale e professionale: Ingrid decide di voler trascorrere il resto della sua vita con Lloyd, pure lui al servizio dell’Agenzia in qualità, però, di analista.

Ritroviamo Ingrid ventotto anni dopo ormai in pensione, a Purity, una tranquilla cittadina del Maine. Insieme a lei possiamo riconoscere Lloyd Slocum, l’analista della Cia che ha scelto di sposare, e altri tre amici conosciuti quarant’anni prima a Camp Peary, dove erano stati addestrati per diventare agenti operativi sotto copertura: Ben Diamond, settantaquattro anni, cipiglio e testa rasata con cui incute ancora timore; Maggie Bird, sessantun anni, jeans e camicia di flanella, che si occupa ora di giardinaggio e allevamento di galline; Declan Rose, otto anni più di lei, capelli neri screziati d’argento e la giacca di tweed che lo fa assomigliare a un raffinato accademico, professione che un tempo aveva esercitato come copertura. Ma la passione per le questioni internazionali non li ha abbandonati e l’annuale «Stone Coast Conference» sul clima e i rischi ambientali li vede in prima fila oppure, come nel caso di Ingrid, occupata nella gestione della logistica, con il ruolo di coordinatrice dei viaggi, della sistemazione, del reperimento degli oratori, di risolutrice di problemi pratici- come la rottura di occhiali da vista o perdita degli appunti di qualche relatore-e, quest’anno, come moderatrice.

Ma il passato non passa mai completamente e spesso può ritornare. Questa volta, il viso sempre attraente di Rodrigo, benché solcato da una rete di rughe affascinanti, fa compiere a Ingrid un tuffo «all’indietro». Ma non solo: la morte, all’apparenza causata da Ebola, di Maslow, un relatore, la sparizione di una cameriera del «Cod Cove Resort» e il ritrovamento del suo cadavere in un bagagliaio, sembra spingerla «tra le braccia» di Rodrigo, o meglio di Argus, il mostro dai cento occhi -un’agenzia privata che lavora per grandi clienti in collaborazione con ex dipendenti dell’Agenzia- che sta indagando su qualcosa cui Ingrid sembra non poter resistere. Sarà la scoperta del polonio-210 quale causa della morte del dottor Maslov, e non il virus ebola come si era inizialmente ipotizzato, a imprimere una svolta alla vita di Ingrid. 

Ufficialmente, le indagini per la morte di Maslow e di Karen O’Brien, la donna ritrovata nel bagagliaio, vengono affidate a Jo Thibodeau, giovane agente della polizia locale. La ragazza svolge le primissime ricerche: interroga Andrej, lo studente bielorusso che lavora come cameriere al «Cod Cove Resort», dove sono alloggiati i relatori dell’annuale conferenza. Andrei Petrov vive in una casetta fornita dall’hotel insieme a Maggie, la ragazza trovata morta, e Hannah Murray con la quale, a differenza di Maggie, si trova in perfetta sintonia.

Jo non vorrebbe avere a che fare con Ingrid Slocum e la sua cerchia di amici, che si fa chiamare «club Martini» per la simpatica abitudine di ritrovarsi a mangiare i piatti deliziosi cucinati da Lloyd e a bere qualcosa, forse anche qualcosa in più, in compagnia. Ma Ingrid «l’inarrestabile» riconosce l’arma con cui è stata uccisa Maggie, la stessa che ha tolto la vita, ventotto anni prima, a Sophie: uno stiletto, che non serve per tagliare o fendere ma per affondare e penetrare nei punti vulnerabili di un’armatura, o di un corpo. Sul manico un’incisione-un cerchio con un puntino- che la riporta alla scena vissuta in Provenza. E il polonio-210, trovato nel corpo di Maslow, rimanda ai metodi usati dai Russi per eliminare le spie che hanno tradito.

Le scelte, che lei non può evitare di compiere, non rimangono senza impatto nella vita del gruppo di amici. Lloyd Slocum, benché semplice analista e non addestrato ad azioni di altro tipo, non resta inerte di fronte alla sparizione della moglie e, insieme ai tre amici, si trova coinvolto in qualcosa di più grande di lui.

Tra colpi di scena, piste false, indizi creati ad hoc per disorientare, il successivo e sempre maggior coinvolgimento della giovane agente Jo, l’intervento dell’FBI e di Tanner Minnihan, agente speciale, e dell’intero Club Martini, la vicenda si allarga all’Europa, con incursioni ad Amsterdam, Spagna e…ritorno

Molti sono i dubbi e le domande- Ingrid patriota o traditrice? amante di Rodrigo o fedele a Lloyd? quali segreti  ciascuno dei cinque membri del club Martini custodisce? chi sta manovrando l’intera missione e chi fa il doppiogioco?- che alla fine troveranno una risposta.

Il passato, mai passato e custodito gelosamente, torna inaspettatamente con il volto di un giovane che nessuno avrebbe immaginato: un epilogo logico, che ci ripaga di tanta attesa e suspense.  

Michela Vittorio

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