La stanza delle ombre – Mirko Zilahy



Mirko Zilahy
La stanza delle ombre
Mondadori
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“La stanza delle ombre” è il titolo del libro, ma anche l’interpretazione che l’autore attribuisce  al famoso Trittico di Bosch:”Il Giardino delle delizie”.

Luci e ombre di un’opera maestosa che, al solo osservarla, desta una certa inquietudine. 

L’ autore, Mirko Zilahy, classe 1974, finalista al premio Scerbanenco e vincitore del premio Crapanzano, si cimenta nuovamente in un thriller, secondo di una serie, che fa dell’arte motivo di suspence.

Una nuova storia visionaria, dove l’arte, quella di Hieronymus Bosh, riesce a entrare nelle vite di alcuni restauratori e a stravolgerle.

Tessa Vanetti lavora al restauro del Trittico, presso il museo del Prado, finché un giorno scopre che nel pannello che raffigura l’inferno, sotto la rappresentazione di due orecchie separate da una lama, e sotto alcuni strati di pittura, affiora del materiale organico, che al primo sguardo sembrarebbe un orecchio umano.

Tessa, sconcertata dalla sua scoperta, chiede aiuto al suo amico e collega Nemo Sperati, l’unico di cui sente di potersi fidare.

Nemo e Tessa iniziano un’indagine personale che presto si rivelerà più complicata del previsto, perché, nel frattempo, una serie di omicidi si stanno susseguendo in Italia, a Roma.

Qual è il collegamento?

L’assassino allestisce il luogo degli omicidi, lasciando indizi, che solo studiosi di Bosch saranno in grado di riconoscere. Le scene del crimine sono delle vere e proprie opere d’arte.

I due collaboreranno, in qualità di esperti, con l’Ispettrice Miriam Tiberi, a capo delle indagini romane, cercando di trarre risposte anche al loro enigma.

La trama procede con una scrittura a tratti delirante, dove si fa fatica a distinguere la realtà dall’immaginario onirico, come se i protagonisti vivessero nella tela di Bosh

Il Trittico, denominato dagli addetti ai lavori:”Il Mostro”, fagocita le menti di chi si avvicina troppo. La superstizione e l’oscurità che ne emanano, catturano la realtà intrappolandola in allucinazioni degne delle visioni oniriche del pittore.

Il tutto sullo sfondo di una Roma frenetica e oscura. Una metropoli sferragliante sulle dorsali cittadine percorse per raggiungere i luoghi meticolosamente prescelti per gli omicidi: Il Parco della Caffarella, il Laghetto dell’Eur, lo Zoo. 

Chi sarà il serial killer? 

Posso solo dire che si tratta del più visionario dei visionari.

Cinzia Censi

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