Il gioco della conta – Sinéad Nolan



Sinéad Nolan
Il gioco della conta
Fazi
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L’autrice Sinéad Nolan è vissuta nella verdeggiante contea di Dublino, un ambiente che sembra riflettersi nelle atmosfere umide, misteriose e suggestive del suo romanzo d’esordio, Il gioco della conta.

La storia è ambientata in un piccolo villaggio irlandese, dove la scomparsa di una ragazzina sconvolge una famiglia e l’intera comunità. Saoirse non torna a casa dopo essere entrata nella foresta insieme al fratello Jack, che, profondamente traumatizzato, si chiude in un ostinato silenzio.

La scomparsa di Saoirse non coinvolge soltanto la sua famiglia, ma riporta alla luce paure e vecchie ferite che sembravano ormai dimenticate. Il villaggio appare così come un luogo in cui tutti conoscono qualcosa, ma nessuno sembra disposto a raccontare tutto. Anche la foresta acquista un significato simbolico: rappresenta ciò che gli abitanti preferirebbero non vedere e i segreti che continuano a riemergere.

A occuparsi del caso è l’ispettore Walter Morris, un investigatore attento e determinato, consapevole che ogni dettaglio può rivelarsi importante. Il suo approccio concreto e razionale si affianca al lavoro più delicato di Freya Hemmings, la psicologa chiamata ad aiutare Jack a superare il trauma e a ritrovare la parola.

Morris affronta il caso con metodo e determinazione, cercando di separare i fatti dalle dicerie. La sua presenza introduce nella storia una prospettiva concreta e investigativa, ma il suo lavoro si rivela tutt’altro che semplice: ogni pista conduce a nuove domande e ogni persona potrebbe nascondere un aspetto inatteso. Il confronto tra l’ispettore e la psicologa è particolarmente efficace, perché unisce la ricerca delle prove all’importanza dell’ascolto e della comprensione psicologica.

Freya, inoltre, non è una figura esterna completamente estranea al dolore. Il lutto che porta dentro la rende più sensibile alla sofferenza di Jack, ma nello stesso tempo rischia di condizionare il suo modo di affrontare il caso. Il percorso con il bambino diventa quindi anche un’occasione per misurarsi con le proprie fragilità, conquistando lentamente la fiducia del bambino, interpretando i suoi silenzi e distinguendo ciò che nasce dalla paura da ciò che potrebbe contenere un indizio. Anche l’ispettore Morris, però, si trova davanti a una vicenda più complessa di quanto sembri: le testimonianze sono frammentarie, la comunità custodisce segreti e la foresta alimenta leggende difficili da ignorare.

Il rapporto tra l’indagine di Morris e il percorso psicologico di Freya dà profondità alla narrazione. Da una parte ci sono la logica, le verifiche e la ricerca di prove; dall’altra, l’ascolto, l’intuizione e la necessità di comprendere le ferite di un bambino. Entrambi contribuiranno a ricostruire con pazienza un quadro sempre più inquietante.

La foresta, avvolta da superstizioni e silenzi, crea un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. Il gioco della conta è un thriller psicologico coinvolgente, consigliato a chi ama i misteri familiari, le ambientazioni oscure e i personaggi segnati da profonde fragilità. 

 

Monia Zerla

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