Terzo polposo capitolo per le indagini del librario Marzio Montecristo con gli investigatori del martedì ne “Il fattore gatto” (Marsilio). Non solo perché il volumetto annovera 522 godibilissime pagine, ma anche perché sviluppa sia una complicata indagine alla Agatha Christie che l’arco di trasformazione di un protagonista che dimostra di avere ancora tanto da raccontare di sé.
La trama è incentrata su un intricato caso alla “Dieci piccoli indiani”. Si svolge, infatti, sul selvaggio e blindatissimo isolotto sardo di Serpentara, trasformato in un resort di lusso, dove è previsto l’esclusivo matrimonio tra gli eredi di due ricchissime famiglie del jet-set anglo-francese: Thomas Stuart e Valérie de Gramont. Marzio odia le nozze in tutte le salse; chi ha letto “La libreria dei gatti neri”, il primo capitolo della serie, può immaginare perché. Tuttavia, Valerie, con cui ha stretto un’amicizia, chiede al nonno di acquistare tutti i libri della sua Les Chats Noirs a Cagliari, sempre in lotta con i debiti. Risultato? Marzio accetta e porta con lui ad animare la copia provvisoria del negozio gli investigatori del martedì che includono fra Raimondo, la signora Solinas e la ragazza dark di nome Maina. Presenze irrinunciabili: i due gatti neri Marple e Poirot, che già avevano rivelato le loro abilità ‘investigative’ ne “Se i gatti potessero parlare”.
Il team di investigatori amatoriali non si limiterà a sfogliare libri gialli: Piergiorgio Pulixi presenta loro sul piatto due omicidi, realizzati con modalità diverse ma che sembrano collegati. Non vi spoileriamo l’identità delle vittime per non togliervi il piacere della scoperta, ma possiamo anticiparvi che sono fortemente legati a Valerie.
Da queste tragedie che sconvolgono le famiglie si sviluppano, quindi, le indagini su scala amatoriale: a precludere l’intervento tempestivo della polizia sono proprio i grandi magnati, che impediscono a ogni ospite di lasciare l’isolotto, attivando il contesto da delitti in ‘ambiente chiuso’. Marzio acconsente suo malgrado a collaborare e con la sua piccola ma valente squadra si addentra in segreti, ricatti, vendette e passioni legati a patrimoni miliardari. Viene avviato un lavoro di equipe in cui i fatti vengono minuziosamente analizzati e le peculiarità di ogni componente del gruppo valorizzate: dall’atteggiamento religioso di Fra Raimondo al cinismo della vedova Solinas alla sfrontatezza della gotica Maina. E Marzio bombarda di domande meticolose i sospettati, in dialoghi fitti che strizzano l’occhio a Hercule Poirot. I gatti Marple e Poirot agiscono, a modo loro. E chi conosce i gatti, e non solo, apprezzerà.
Questo giallo dal ritmo assicurato dalla professionalità e della scrittura sapiente di Pulixi, amatissimo anche a livello internazionale, riserva però sorprese a tutto campo. A indagine conclusa la sfida più importante per Marzio sarà quella che lo attenderà a casa.
Torna anche Greta, la gattara, in una delle sottotrame più toccanti del romanzo. E alla fine il lettore comprenderà come in un giallo si possa ridere, piangere, amare e odiare allo stesso tempo. Sino all’ultima riga.


