Mani sbagliate, edito da Fazi Editore, strappa al lettore un’esperienza caratterizzata alternativamente da risate e pugni allo stomaco: con la consueta vena di sarcasmo, Declan Miller è tornato.
Blackpool, con il suo volto da località turistica britannica e le sue zone d’ombra, fa da sfondo a una doppia indagine che vede protagonista il detective Declan Miller, personaggio irresistibile per intuito, sarcasmo e metodologie investigative decisamente poco convenzionali. Al suo fianco c’è la collega Xiu, appassionata di Heavy Metal e di fugaci avventure sentimentali, con la quale Miller forma una coppia investigativa tanto improbabile quanto efficace.  Tutto comincia con il ritrovamento di una valigetta dal contenuto tutt’altro che rassicurante: due mani mozzate e alcuni anelli di valore. Un caso apparentemente assurdo, che trascina Miller e Xiu dentro una rete di criminalità , interessi e regolamenti di conti che coinvolge da vicino la malavita locale. Passo dopo passo, tra intuizioni geniali, metodi senza dubbio fuori dalle procedure e un rapporto con i criminali del posto che definire etico sarebbe decisamente azzardato, i due riescono ad avvicinarsi alla soluzione. E, nel farlo, finiscono anche per dare una bella ripulita all’ambiente criminale di Blackpool.
Ma l’indagine sulle mani mozzate è soltanto una parte della storia. Miller continua infatti a occuparsi anche dell’omicidio della moglie Alex, una ferita ancora aperta che lo accompagna quotidianamente. Il detective conversa con il fantasma della donna, instaurando un dialogo surreale e malinconico che aggiunge alla vicenda una dimensione emotiva particolare. È proprio attraverso questo rapporto impossibile che emergono le fragilità di un uomo apparentemente sempre padrone della situazione ma che in realtà si trascina stancamente nella sua quotidianità .
Billingham costruisce così un noir nel quale il marciume dell’ambiente criminale viene continuamente bilanciato da una vena di ironia e da dialoghi esilaranti. Il sarcasmo di Miller diventa una sorta di antidoto alla violenza e alla corruzione che lo circondano, senza però nasconderne la complessità . E proprio la soluzione dei casi porta in primo piano una delle riflessioni più interessanti del romanzo: nella società contemporanea non esistono più due squadre nettamente contrapposte, quella dei buoni e quella dei cattivi. Esistono piuttosto giocatori che indossano divise diverse, spesso infiltrati gli uni nel campo degli altri, pronti a cambiare ruolo e schieramento quando necessario.


