Reykjavik Fiordi Islandesi 2020
Un omicidio sulle piste a Isafjorour, una località sciistica islandese. Uno sparo di precisione da diversi metri di distanza letale per Hermann Hermannson, un politico di lungo corso con la carica acquisita non ufficialmente di sceriffo del villaggio. A occuparsi delle indagini viene incaricata la detective Hildur Runarsdottir, una donna ossessionata dalla ricerca della verità. Da quando venticinque anni prima le sue sorelline di nove e undici anni sono state rapite, la detective ricerca il suo equilibrio surfando sulle onde dell’oceano, come se stare in piedi su una tavola mentre sotto di lei si scatena la natura, potesse guarire l’entropia nella sua anima. L’indagine appare subito complicata per mancanza di un movente apparente e Hildur dovrà avvalersi anche della conoscenza del territorio del collega Jacob per venirne a capo.
Il racconto si snoda tra continui salti nel passato dai quali il lettore nulla trae di significativo fino alla fine del romanzo. Personalmente ho trovato eccessive e fastidiose le descrizioni accurate che rendono la lettura interminabile e costringono a memorizzare quanto letto prima, con l’ulteriore difficoltà di luoghi e nomi impronunciabili. Lo stile è scorrevole e il finale chiarificatore premia la pazienza di essere arrivati in fondo.
Satu Ramo nata a Varese nel 1980. Blogger, scrittrice e interprete vive a Isafjorour.


