La terza indagine del commissario Nenè Indelicato profuma di Sicilia, di mare e di segreti, narrati con un tono sospeso tra malinconia ed ironia. Dopo Una questione di equilibrio del 2023 e Le spine del ficodindia del 2024, è la volta de La mentalità del granchio, pubblicato sempre da Mondadori, ma nel maggio 2026. L’autore è Gaspare Grammatico, autore televisivo nato a Trapani, che attualmente vive tra Milano e Torino.
Ambientato in una Trapani estiva e soffocante, il romanzo si apre con la morte improvvisa del celebre direttore d’orchestra Viviano Baldi, trovato senza vita in un bed end breakfast. L’apparente infarto nasconde, in realtà, dettagli inquietanti. Nessuna arma del delitto e dei sospettati dagli alibi solidi, sebbene con all’attivo un buon movente ciascuno. Un omicidio raffinato e pianificato al dettaglio, che andrà ricomponendosi a poco a poco.
Grammatico intreccia con perizia il giallo classico con l’acuta osservazione della società, facendo l’esempio della “mentalità del granchio” come metafora di un ambiente in cui invidie, rivalità e piccoli sabotaggi reciproci impediscono a chiunque di emergere.
Come diceva suo padre, a un giovanissimo Nenè: “se dentro il secchio c’è un granchio solo devi stare attento, appena ti giri è facile che scappi. Ma se ne hai catturati almeno due puoi stare tranquillo. Non riusciranno a scappare. E sai perché? Perché se uno dei due tenta di fuggire l’altro lo blocca e lo fa ricadere dentro. Nessuno sa come mai, ma è così.”
Nenè Indelicato, con il suo umorismo disincantato e la capacità di leggere tra le righe, si muove tra personaggi vividi, dialoghi brillanti e atmosfere che alternano leggerezza e tensione.
Il ritmo è scorrevole, con capitoli che si chiudono spesso su colpi di scena sottili, più psicologici che spettacolari. La scrittura è ricca di sfumature linguistiche e di un’ironia che non smorza mai la gravità della vicenda, bensì la rende più umana e vicina al lettore.
Le indagini del commissario e della sua squadra vanno sempre di pari passo con la parte privata di Nenè. La figlia Sara ha già sedici anni e inizia a fargli delle domande scomode sul passato, alle quali il padre non è ancora pronto a rispondere. Eppure lui, che l’ha cresciuta da solo, non vuole fare come i granchi, che si precludono a vicenda la libertà. E qui si avverte tutto il suo dolore di genitore, preoccupato per una figlia che ha ancora tutta la vita davanti ma potrebbe soffrire.
L’empatia è quel che caratterizza questo personaggio, così lontano dai poliziotti coi superpoteri suoi colleghi. Il fatto di essere scontroso perché troppo stanco, di rinunciare a mangiare quando le modalità risultano scomode, sono atteggiamenti che lo rendono comune. Comportamenti che non sono il frutto di pigrizia, quanto piuttosto del non sapersi accontentare di un uomo sincero, che ha fatto dell’onestà la sua unica arma. Non a caso, nel libro vi è anche un omaggio ai giudici Falcone e Borsellino.
Quando un giovane legato a una famiglia coesa scompare durante un’immersione, Nenè sente di dover trovare il bandolo della matassa, di fronte a una realtà che probabilmente è diversa rispetto a ciò che appare. Con la sorprendente resa dei conti, dal finale sorprendente e originale.
La mentalità del granchio è un giallo che unisce il piacere dell’indagine alla riflessione sociale, dove i dialoghi sono naturali e i personaggi fallibili. Per questo è facile immedesimarsi e ritrovarsi a contare i giorni che separano dalla prossima pubblicazione.
Nenè Indelicato tornerà e questa sembra proprio un’ottima notizia.


