Le buone intenzioni -Victor del Arbol



Victor del Arbol
Le buone intenzioni -Victor del Arbol
Elliot
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E’ arrivato in libreria il terzo capitolo della trilogia dedicata al sicario senza nome protagonista dei precedenti “Nessuno su questa terra”   e “ Il tempo delle belve”  di Victor del Arbol, ex funzionario della polizia della Catalogna e felicemente passato alla scrittura ricevendo numerosi riconoscimenti e premi.

Il romanzo “Le buone intenzioni” racconta una storia in cui passato e presente si intrecciano in modo inestricabile. Tutto prende forma attorno a eventi accaduti molti anni prima, quando la sparizione di due bambini, sorella e fratello,  vicenda mai del tutto chiarita,  ha  lasciato ferite profonde nelle vite di diverse persone. Quando nuovi elementi riportano alla luce quei fatti, una serie di personaggi molto diversi tra loro si trova costretta a fare i conti con segreti che credevano sepolti per sempre.

Nel corso della narrazione emergono legami nascosti, interessi economici, rapporti familiari complessi e scelte compiute in nome dell’amore, della protezione o dell’ambizione. Ogni personaggio custodisce una propria verità e una propria versione degli eventi, ma nessuno è completamente innocente.

Più che un semplice thriller, il romanzo è una riflessione su come le decisioni prese con le migliori intenzioni possano produrre conseguenze dolorose e imprevedibili. Attraverso una trama ricca di suspense e colpi di scena, Víctor del Árbol esplora il senso di colpa, la memoria, la giustizia e il prezzo che si paga quando si cerca di nascondere il passato.

Si esplora il confine ambiguo tra bene e male, il peso del passato e la ricerca di una giustizia che spesso sembra impossibile da raggiungere. Il romanzo intreccia due linee narrative: da un lato la riapertura del caso della scomparsa dei due bambini avvenuta decenni prima, dall’altro una vicenda legata al crimine organizzato e a segreti capaci di minacciare personaggi molto potenti.

La storia si sviluppa come un thriller complesso e ricco di colpi di scena, nel quale i protagonisti sono costretti a confrontarsi con colpe, menzogne e ferite mai rimarginate. Del Árbol costruisce personaggi profondamente umani, segnati da traumi e scelte difficili, evitando facili divisioni tra eroi e criminali. 

I personaggi sono probabilmente l’aspetto più interessante di Le buone intenzioni. Come in molti romanzi di Víctor del Árbol, la trama investigativa è importante, ma serve soprattutto a esplorare la psicologia dei protagonisti e le conseguenze delle loro scelte.

Del Árbol evita quasi sempre la contrapposizione netta tra “buoni” e “cattivi”. I suoi personaggi sono persone comuni o potenti che agiscono convinte di fare la cosa giusta, ma finiscono per generare dolore e distruzione. Da qui deriva il significato del titolo: le buone intenzioni non bastano a garantire risultati positivi.

La trama investigativa è avvincente, ma ciò che resta davvero impresso è il contrasto tra questi tre protagonisti: Clara, il Sicario senza nome e l’ex ispettore Soria. Più che tre semplici personaggi, rappresentano tre modi diversi di guardare il mondo e di affrontare il peso del passato.

La relazione tra questi tre personaggi crea una tensione continua. Clara è attratta dall’umanità che intravede nel Sicario, ma sa che il suo passato è inaccettabile. Soria comprende meglio di chiunque altro il pericolo rappresentato dal Sicario, eppure è costretto a riconoscere che gli uomini non possono essere giudicati soltanto dai loro errori. Il Sicario, a sua volta, vede in Clara la possibilità di una vita diversa e in Soria una sorta di giudice morale che non smette mai di osservarlo.

In questo equilibrio fragile si rafforza il tema centrale del romanzo: la bontà delle intenzioni non basta a cancellare le conseguenze delle azioni. Clara, Soria e il Sicario cercano tutti di fare la cosa giusta secondo la propria coscienza, ma ciascuno porta con sé limiti, errori e responsabilità che rendono ogni scelta dolorosa.

 Un altro dei punti di forza del romanzo è la scrittura: intensa, elegante e capace di alternare momenti di grande tensione a riflessioni più profonde sulla responsabilità individuale e collettiva. Temi come la corruzione, l’abuso di potere, la speculazione economica e il destino delle vittime attraversano tutta la narrazione e costituiscono il nucleo principale di tutta la produzione letteraria dell’autore.

Roberta Gatto

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