La morte non medita – Geraldina Neri



Geraldina Neri
La morte non medita
Piemme
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“La morte non medita” (Piemme) di Geraldina Neri è un giallo accattivante, uno di quelli dove le pagine scivolano via facilmente.

Grazie allo stile di scrittura scorrevole e ad una protagonista fuori dalle righe, Geraldina Neri è riuscita, in poche pagine, a creare un giallo coinvolgente e pieno di risvolti inaspettati.

Partendo dai personaggi, che sono tutti caratterizzati in modo impeccabile, possiamo porre l’attenzione su Amanda Visentin: la dura ispettrice dal naso sopraffino. Amanda è una donna con un grande senso del dovere, integerrima e dedita al lavoro. Priva di qualsiasi relazione, lontana dall’amore, si imbatterà, insieme alla sua squadra, in un complesso caso che metterà in gioco la solidità spirituale. Interessante risulta come Geraldina Neri abbia deciso di donare ad Amanda un “potere” impensabile: l’olfatto sviluppato. Infatti, tramite questo, la protagonista riesce ad individuare i vari odori che contraddistinguono le persone e da ciò dedurne le personalità. Oltre a lei, protagonisti sono anche i personaggi che ruotano intorno ad Amanda, tutti con una propria storia, con forze e debolezze. Sarà facile, per il lettore, creare un feeling con tutti loro.

Come sfondo abbiamo Milano. Una Milano accaldata dal sole cocente dell’estate; una Milano piena di contraddizioni e pericolosità. Infatti, il fulcro dell’indagine si svolge proprio presso un centro di meditazione, di forte spiritualità, dove tutto ci si aspetta tranne che degli omicidi. La forza del romanzo risiede proprio nella contraddizione di un luogo di pace misto a sangue. Tutti possono essere colpevoli e nessuno viene escluso. Il luogo di pace diventa un luogo di violenza mettendo in gioco anche la corruttibilità dell’essere umano.

Geraldina Neri ne “La morte non medita” crea una trama lineare, densa di mistero, in grado di coinvolgere il lettore in prima persona rendendolo partecipe della vicenda. Oltre alla trama principale, però, vi è anche una sottotrama che riguarda la storia personale di Amanda e la sua perenne ricerca della madre. Infatti, l’unico barlume di amore e di “debolezza” che possiamo trovare in lei risiede proprio nella mancanza della figura genitoriale. Amanda non è di ferro, non è un’eroina, è una donna con uno scudo che non vuole più soffrire.

Interessante è il contrasto (e la successiva riflessione) tra il luogo del delitto e le persone che lo frequentano. Da un luogo di meditazione ci si aspetta pace, armonia e gente con una grande spiritualità. Il famoso “Peace and love” che tutti si aspettano, qui viene spezzato da un sentimento di rancore e vendetta. Quindi, una domanda sorge spontanea: siamo sicuri che la spiritualità porta sempre al bene?

Insomma, “La morte non medita” di Geraldina Neri è un romanzo amabile, scorrevole e che tiene una gran bella compagnia.

Sharon Lattanzi

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