Ultimo valzer di una ragazza perbene – Tullio Avoledo



Tullio Avoledo
Ultimo valzer di una ragazza perbene
Neri Pozza
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L’avvocato Vittorio Contrada ritorna con un nuovo caso. L’avevamo conosciuto nella sua prima indagine in “Come si uccide un gentiluomo” assieme alla sua socia Gloria Almariva. Questa volta Contrada viene contattato da una sua vecchia fiamma del liceo, Claudia. La donna, un tempo impegnata socialmente e politicamente, è ora sposata con un noto imprenditore, Eugenio Morlacchi e vive nel lusso tra Milano e Venezia. Il motivo per cui si è rivolta a Contrada riguarda la figlia Ada. Ultimamente la ragazza riceve messaggi minacciosi e il suo cagnolino è stato rapito. Sembrerebbe un’indagine semplice, che non riguarda gli interessi ambientalisti dello studio legale e invece a poco a poco si scopre una trama complessa che parte dal Morlacchi per arrivare a intrallazzi e complotti internazionali dalla pornografia alle tonnare.

In un continuo gioco di scatole cinesi e di personaggi che non sono quello che sembrano o dicono di essere ci immergiamo in un mondo di intrighi, uomini spietati che delinquono talvolta per amore e molto più spesso per denaro.

Avoledo al solito costruisce un microcosmo dove i protagonisti rappresentano i vari volti della commedia umana. Contrada sentimentale ingenuo ma non troppo, Gloria pragmatica, Andrea Benati, detto Ciuffo, sempre pronto all’azione, Ada giovane contestatrice del mondo degli adulti, Claudia donna dai mille volti e mille sorprese, Morlacchi imprenditore senza scrupoli.

I personaggi hanno una forte caratterizzazione che li rende vivi e tridimensionali con i loro sentimenti, i tanti vizi e le scarse virtù.

Nel corso della narrazione li conosciamo, ma soprattutto ne possiamo studiare l’evoluzione, i loro rapporti con gli altri e con il mondo. Scopriamo Vittorio e il suo difficile interloquire con il padre e la difficoltà di accettare la malattia della madre, Gloria e le sue relazioni sentimentali complicate e Ada che fatica a entrare nel mondo degli adulti che non capisce e assume comportamenti al limite dell’autolesionismo.

L’ambientazione per lo più milanese offre rapidi scorci anche della Sardegna, del capoluogo lagunare veneto e dell’amato e immancabile Friuli.

Oltre alle problematiche ambientaliste che spiccano nella trama emerge quella legata alla demenza senile. Attraverso Oleanna, madre di Vittorio, ci inoltriamo nel territorio scivoloso della perdita della memoria nell’anziano, nella sua lenta trasformazione che lo porta a non riconoscere più i familiari e a mescolare fatti e persone in un doloroso e lento processo. 

Da segnalare infine, come un simpatico easter egg, l’autocitazione del romanzo di esordio di Avoledo nel breve dialogo tra Contrada e la nuova arrivata nella sua band musicale, Francesca: “Ma quanto antico sei… L’elenco telefonico… Ma da dove vieni, da Atlantide?”

Una lettura piacevole, adatta a una fresca serata primaverile.

Cristina Bruno

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