La mossa del granchio – Sandrone Dazieri



Sandrone Dazieri
La mossa del granchio
Rizzoli
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Con “La mossa del granchio”, Sandrone Dazieri riporta in scena per Rizzoli la sua coppia più iconica, Dante Torre e Colomba Caselli, costruendo un thriller che amplia il respiro narrativo senza rinunciare alla profondità psicologica che ha reso memorabile la serie. Il romanzo si muove lungo un asse geografico ampio, che attraversa l’Europa – da Barcellona a Parigi – ma trova il proprio baricentro emotivo e simbolico nelle colline del Monferrato, luogo sospeso dove il passato sembra sedimentarsi e riaffiorare con una forza quasi ineluttabile. È proprio il passato il vero motore della storia: una vicenda rimasta irrisolta per vent’anni, legata a una setta e ai suoi membri, torna a imporsi nel presente con conseguenze imprevedibili. Dazieri costruisce l’indagine come un lento e doloroso riannodarsi di fili spezzati, in cui ogni scoperta apre nuove crepe e costringe i protagonisti a confrontarsi non solo con i misteri esterni, ma anche con le proprie fragilità.

Dante e Colomba restano una delle coppie più riuscite del noir italiano contemporaneo: imperfetti, segnati, profondamente umani. In questo capitolo, tuttavia, il loro rapporto viene messo alla prova più che mai. Se da un lato la complicità investigativa rimane solida, dall’altro emergono tensioni emotive che scavano una distanza inattesa. La proposta di matrimonio ricevuta da Colomba a Parigi da parte di Glenn, così come gli episodi condivisi durante l’indagine, non fanno che accentuare una frattura latente, rendendo il loro legame più complesso e meno rassicurante per il futuro. 

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio l’esplorazione del tema dell’amore in tutte le sue declinazioni: amore rubato, negato, incondizionato, ma anche non ricambiato. Dazieri evita ogni sentimentalismo facile e utilizza questi sentimenti come leve narrative, capaci di orientare scelte, tradimenti e alleanze. L’amore diventa così una forza ambigua, salvifica a tratti, distruttiva in altri momenti.

Sul piano della trama, “La mossa del granchio” mantiene un ritmo sostenuto, alternando momenti di tensione a passaggi più riflessivi. L’indagine si sviluppa attraverso ambienti chiusi e omertosi, dove il confine tra “buoni” e “cattivi” si fa sempre più sfumato portando i due protagonisti ad interrogarsi a più riprese sulla bontà del loro operato. È però proprio grazie all’aiuto inatteso di figure ambigue che Dante e Colomba riescono a incrinare il muro di silenzio che protegge i responsabili, in un gioco di alleanze che ribalta continuamente le aspettative del lettore. 

Daniele Bonetti

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