Quattro presunti familiari – Daniele Mencarelli



Daniele Mencarelli
Quattro presunti familiari
Sellerio
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L’ autore di “Tutto chiede salvezza” si cimenta nel genere giallo, mantenendo, però, la stessa cifra stilistica introspettiva, che caratterizza i suoi lavori precedenti.

Mencarelli ci cala nella vita di caserma di una provincia laziale: Latina. Scelta che non si rivelerà casuale, soprattutto per la sua memoria storica legata al fascismo. Un mondo al maschile fatto di contraddizioni: di onestà e corruzione, di orgoglio per l’arma e solitudine. E ancora di desideri disattesi, di lontananza dai familiari, di sentimenti contrastanti. 

Tutto questo incarnato dagli occhi dell’appuntato Circosta, un giovane carabiniere, entrato in servizio da pochi mesi.

E sullo sfondo di una provincia silenziosa, ma con le sue problematiche, due cacciatori ritrovano uno scheletro  in una grotta, durante un’escursione nel bosco di Norma. Da una prima indagine senza indizi, il maresciallo Damaso, uomo integro, decide di convocare le famiglie degli scomparsi nel periodo attribuibile all’età della vittima: i signori Martelli, Liliana Parrino e Lucio Marini, che verranno alloggiati tutti nella pensione della signora Gavan, in attesa degli esiti dell’indagine. Il DNA stabilirà chi di loro finalmente potrà porre fine all’incubo del mancato ritrovamento di una figlia, di una sorella, di una madre.

Nella logorante attesa, ognuno di loro sarà costretto a rivangare il proprio dolore e il vuoto esistenziale causato da quella scomparsa.

Anche il giovane inesperto appuntato, per motivi diversi dai presunti parenti della vittima, si troverà in una giungla di sentimenti disturbanti; non si limiterà a seguire l’evoluzione del caso, ma si occuperà soprattutto delle persone e delle loro reazioni emotive, non sempre facilmente controllabili e che emergeranno forti, in quei momenti di incertezza. 

L’autore ci mette di fronte a un fatto: il dolore degli altri contagia. 

Circosta dovrà affrontare non solo i fantasmi  dei presunti parenti della vittima, ma anche e soprattutto, una crisi di coscienza personale legata alla divisa che indossa, pur volendo rimanere fedele all’arma, si troverà invischiato con il brigadiere Liberati, l’incarnazione della corruzione e dell’abuso di potere.

Altro fatto: Non è sempre facile rimanere fedeli a se stessi e ai proprio principi, quando il contesto in cui si vive rema al contrario.

Risultato:  un noir in piena regola, focalizzato soprattutto sulle dinamiche psicologiche dei personaggi e sul tessuto sociale in cui è radicato, piuttosto che  sull’ indagine intesa in senso stretto, pretesto per mostrare la complessità dell’animo umano.

Cinzia Censi

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